Le sorprese (positive) negli scorsi giorni non sono mancate, ma potrebbero non risultare ancora sufficienti per arrivare alla soluzione anelata dalla platea dei lavoratori disagiati. Sono due le inversioni di rotta avvenute nell'iter parlamentare e con la successiva approvazione della legge di stabilità 2015, che riguardano il campo della previdenza. Il primo è quello dei lavoratori esodati, ovvero di coloro che a partire dal 2011 sono rimasti contemporaneamente senza reddito da lavoro e senza possibilità di accedere all'Inps. Questi soggetti in molti casi avevano già firmato dei contratti di scivolo o fuoriuscita con la propria azienda, ma si sono visti stravolgere le regole in corsa a causa dell'innalzamento operato dal Governo Monti sui parametri di accesso all'Inps.

L'altro tema rilevante è quello dei lavoratori precoci, che per lo stesso motivo hanno visto chiudersi la finestra di uscita dal lavoro, nonostante avessero accumulato sulle proprie spalle oltre quattro decenni di versamenti. 

Esodati: arriva il decreto legge che sblocca l'Inps al versamento delle tutele di welfare

Con la sesta salvaguardia parlamentare, la maggior parte dei lavoratori esodati precedentemente descritti ha trovato nuovamente l'accompagnamento di reddito necessario a coprire il buco creatosi con la legge n. 114 del 2011. Vi è da sottolineare come i comitati territoriali degli esodati abbiano definito tale salvaguardia non ancora onnicomprensiva, visto che vi sarebbero diverse migliaia di lavoratori fuori dalla copertura.

Nonostante ciò, il Ministero del Lavoro è riuscito ad avviare la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge con il quale si avvia il rinnovo di tutela per tutti coloro che lo vedranno scadere nel corso del 2014. Ovviamente gli altri saranno oggetto di simile misura nei primi mesi del 2015; la speranza è che in tale occasione si possa arrivare a tutelare anche i soggetti che fino ad ora ne sono rimasti esclusi. Per poter usufruire della proroga, i lavoratori dovranno presentare domanda all'Inps, prassi che del resto era già prevista anche nelle occasioni di salvaguardia precedenti.

Lavoratori precoci, arriva il pensionamento anticipato senza penalizzazioni

Altra novità degna di sottolineatura riguarda l'emendamento del Partito Democratico alla legge di stabilità 2015 avvenuto nel passaggio camerale, con il quale si provvede ad eliminare le penalizzazioni attualmente in atto subite dai lavoratori precoci.

Si tratta a tutti gli effetti di una misura che avrà efficacia su di una platea limitata, ma che indica un importante inversione di tendenza rispetto alla prassi attendista che ha caratterizzato in precedenza l'atteggiamento del Governo Renzi. Ora si cambia rotta, tanto che verrebbe tolto il vincolo precedente riguardante il raggiungimento dei 62 anni di età. In questo modo, si potrebbe andare in quiescenza con 42 anni e mezzo per gli uomini e 41 anni e mezzo per le donne. Oltre a ciò, verrebbero a decadere anche le penalizzazioni dell'1% per ogni anno mancante rispetto ai requisiti formali e del 2% se il pensionamento si verificava prima dei 60 anni. Come sempre, vi invitiamo a condividere le vostre opinioni sulle questioni previdenziali con un commento all'articolo. Se invece desiderate restare aggiornati, potete utilizzare la funzione "segui" presente in alto, sotto al titolo.