Prosegue il dibattito sulla riforma delle Pensioni e sul rinnovamento del sistema Inps, affinché possano finalmente risolversi le tante situazioni di disagio che stanno affliggendo i lavoratori colpiti dall'irrigidimento dei requisiti di uscita dal lavoro. Basti ricordare gli avvenimenti successi negli scorsi giorni per rendere evidente che il tema sia ormai sentito come un passaggio ineluttabile per poter riportare la serenità sociale tra la popolazione; prima è arrivato il rifiuto della Consulta espresso circa l'ammissibilità della referendum abrogativo della legge Fornero, poi le conseguenti reazioni dei sindacati e infine l'intervento del Ministro Poletti a conferma della necessità di introdurre una normativa più flessibile.

Gli argomenti non sono certamente mancati a chi voleva riportare l'attenzione sul tema, eppure sembra che la politica continui a restare bloccata nelle discussioni sui massimi sistemi, visto che ancora una volta moltissimi emendamenti correttivi inseriti nel milleproroghe sono saltati perché giudicati come inammissibili.

Riforma pensioni: dal milleproroghe saltano emendamenti per gli esodati, resistono partite Iva e opzione donna

Tra gli emendamenti che sono stati recentemente oggetto di ghigliottina in Parlamento, vi sono quelli che tentavano di salvaguardare oltre 3.300 lavoratori esodati; si trattava di una serie di proposte arrivate dai partiti minori, tra cui il Movimento 5 stelle, Forza Italia e Lega Nord, che non hanno trovato accoglimento.

Resta invece ancora all'attenzione dell'assemblea la proposta di Sel riguardante la possibilità di estendere l'opzione donna fino al 31 dicembre del 2016, mentre è da sottolineare anche l'intervento di Scelta Civica e di Cesare Damiano, rispettivamente a favore del ripristino dei benefici derivanti dal vecchio regime dei minimi e del blocco delle aliquote della gestione separata Inps al livello contributivo del 27%.

D'altra parte, alla metà del prossimo mese la nomina del neo Presidente Inps Tito Boeri diventerà definitiva, pertanto un intervento strutturale congiunto di Governo e istituto di previdenza potrebbe finalmente portare ad una misura sanatoria strutturale, in grado di rendere inutili gli emendamenti appena bocciati.

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