I precari della scuola attendono ancora che venga fissata una data per l'inizio della discussione del ddl scuola. I sindacati, come scritto su un articolo del Corriere della Sera di mercoledì 25 marzo a firma di Claudia Voltattorni, annunciano una mobilitazione per il 18 aprile, a distanza di un mese dallo sciopero dei precari dello scorso 17 marzo a Roma, contro una riforma che lascia fuori ancora centinaia di migliaia di docenti. La cosa certa è che attorno all'inizio della discussione del Ddl sulla scuola sono state troppe finora le illazioni su presunti avvii dalla prossima settimana.

Nell'articolo del Corriere della Sera viene paventato il rischio che si finisca anche ben oltre le festività pasquali. La data del 30 marzo per ora è solo una ipotesi.

Appuntamento in piazza per il 18 aprile

I sindacati Uil, Gilda, Cgil, Snals, Cisl, Confsal sono in presidio davanti a Montecitorio insieme con i precari che se passa un Ddl così concepito rimarranno esclusi dalle immissioni in ruolo. Per questo motivo preannunciano una mobilitazione con un altro sciopero previsto per il 18 aprile prossimo. Francesco Scrima di Cisl Scuola parla di 'annuncite' del governo che arrogantemente decide di fare tutto da sé. Per Rino Di Meglio della Gilda sono assolutamente insufficienti i 100 mila posti annunciati, oltre al fatto che non si parli mai del personale Ata in nessun punto del Ddl.

Questi sono alcuni dei motivi per i quali il 18 aprile viene dato appuntamento in piazza.

Reazioni alla proposta di Poletti

Sull'esternazione del ministro Poletti di accorciare le vacanze degli studenti si è riversata una marea di critiche da parte dei diretti interessati. Anche i sindacati hanno espresso la loro contrarietà in merito perché potrebbe aprire allo sfruttamento della formazione. Sempre su Il Corriere della Sera se ne parla in un articolo del 23 marzo scorso a firma di Antonella De Gregorio. Se per gli studenti queste sono dichiarazioni allucinanti, per i sindacati si tratta di legalizzare lo sfruttamento. Occorre stabilire standard omogenei per tutti, afferma la Cgil.