Pensione anticipata ma più leggera e reddito minimo di sussistenza per le fasce più povere. Sono le idee che il neo presidente dell'Inps, l'economista dell'Università Bocconi, Tito Boeri, ha illustrato in un'intervista apparsa sul Corriere della Sera. Sono proposte con le quali Boeri intende per riformare l'istituto che gestisce tutte le pensioni dei lavoratori privati e pubblici e le prestazioni assistenziali, dalle invalidità civili alla cassa integrazione. Secondo la proposta di Boeri, è possibile studiare "forme di flessibilità" sull'età di uscita dal lavoro, con pensioni in proporzione più leggere.

Si tratterebbe, in pratica, della possibilità di usufruire di una pensione anticipata, rispetto alle regole introdotte con la legge Fornero, in cambio di un assegno mensile più basso.

Un'idea che potrebbe trovare, sulla strada della sua realizzazione, l'ostacolo della Commissione europea, che valuta i conti pubblici su base annuale e non nel medio o lungo periodo. L'introduzione dell'età della pensione flessibile comporterebbe, infatti, un maggiore esborso per le casse dello Stato nell'immediato, ma nel tempo ci sarebbe un risparmio. La seconda proposta del presidente dell'Inps riguarda l'introduzione di un reddito minimo di sussistenza da erogare nelle situazioni di povertà, le cui risorse sarebbero da recuperare attraverso la fiscalità generale e con un contributo sugli assegni più elevati.

Il ministro Poletti: 'La flessibilità è un'opzione'

La proposta di Tito Boeri ha avuto l'effetto di un sasso lanciato nello stagno, innescando reazioni nel Governo e tra i sindacati. "La flessibilità dell'età di pensione a fronte di una penalizzazione sull'assegno è un'opzione", ha dichiarato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, che ha fatto sapere che un intervento sulle pensioni è all'ordine del giorno e, probabilmente, sarà inserito nella prossima legge di Stabilità. Posizioni sostanzialmente favorevoli anche da parte dei sindacati, con la Cgil, in particolare, che sollecita l'apertura di un tavolo di confronto per una revisione radicale della legge Fornero, con l'introduzione di meccanismi di flessibilità, in linea con la proposta del presidente dell'Inps, ma senza la previsione di ulteriori tagli agli assegni mensili.