Prosegue senza soluzione di continuità il dibattito in tema di pensione anticipata 2015 e previdenza. La scena è attualmente dominata dal ddl Damiano (discusso assieme al cosiddetto super ddl) che verrà giudicato dal Parlamento grazie all'atto di deposito presso la Camera consumatosi nei giorni precedenti la Pasqua; dietro la mossa attuata dal presidente della Commissione Lavoro si cela il preciso intento di scavalcare il governo Renzi data la nota indifferenza nei confronti dell'ormai famosa Quota 100 configurata all'interno dello stesso ddl, un obiettivo dunque ben definito che però rischia di risultare vano a causa delle soluzioni 'alternative' in via di allestimento dalle parti di Palazzo Chigi.

I membri dell'Esecutivo starebbero di fatti pensando a misure meno drastiche, su tutte il prestito INPS o APA (Assegno Pensionistico Anticipato), laddove il presidente dell'INPS Tito Boeri continua invece a proporre l'introduzione di un contributo di equità che colpisca le pensioni dai 2000 euro in su. Vie diverse dunque ma non necessariamente opposte quelle suggerite da Damiano e Boeri, con il primo a ritenere però fuori luogo l'ennesimo abbassamento degli assegni previdenziali di importo medio. E'ora di provare a procedere con dei ricalcoli ma l'epoca dei tagli lineari, stando sempre al Damiano pensiero, deve terminare.



Pensione anticipata 2015 e ddl Damiano, Quota 100, prestito INPS e ricalcolo: incubo Renzi - Il governo potrebbe vanificare tutto

Come sottolineato in apertura, parlando di pensione anticipata 2015 e ddl Damiano non si può non attenzionare la misura nota con la dicitura Quota 100 inserita nello stesso ddl. Qualora dalla Camera dovesse arrivare il fatidico si, tutti i lavoratori potrebbero abbandonare l'impiego una volta raggiunta Quota 100 nella somma tra età anagrafica e età contributiva a patto però che si sia giunti almeno ai 62 anni di età. La previsione di un requisito anagrafico comunque minimo fa si che la misura perda un po' del carico di quella flessibilità fortemente voluta da Damiano ma contribuisce al contempo, secondo i firmatari del provvedimento, a mettere un paletto importante e doverosamente limitativo. A proposito del programma Boeri, Cesare Damiano si è invece detto contrario: pur condividendo in linea di massima la scelta di procedere ad un ricalcolo degli assegni l'ex ministro del lavoro non ritiene che l'introduzione di un taglio lineare - come quello suggerito dal presidente dell'INPS - possa rappresentare la giusta via.



E mentre lo stesso Damiano chiedi chiarimenti all'esecutivo in merito alle modifiche che verranno apportate all'istituto della pensione anticipata 2015, i membri del governo Renzi studiano strategie da proporre in alternativa alla Quota 100 contenuta nel ddl Damiano. Ad essere 'tornato di moda' è il prestito INPS o APA, un'ipotesi che balza agli onori della cronaca con cadenza quasi ciclica. L'idea sarebbe quella di concedere delle somme erogate in prestito a tutti quei lavoratori che accettino di abbandonare in anticipo l'impiego, denaro che andrebbe poi reso sotto forma di decurtazioni sugli assegni previdenziali. Il ministro Poletti ha parlato anche dell'introduzione di un ponte pensionistico e della possibile configurazione di un sussidio da destinare ai lavoratori di età compresa tra i 55 e i 65 anni, tutte misure tampone che non risolverebbero nulla con l'effetto di prolungare 'l'agonia previdenziale' nella quale il paese versa ormai da anni.