Qualche ora fa il presidente dell'Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS), Tito Boeri, ha dichiarato di avere l'intenzione di proporre al governo Renzi, l'introduzione di un reddito minimo per gli over 55, quei lavoratori che hanno perso il lavoro nella fascia di età tra 55 e 65 anni e che si trovano in condizioni di disagio economico. Più precisamente, il numero uno dell'Istituto di previdenza pensa di aiutare queste persone con un importo compreso tra 450 e 700 euro al mese per 13 mensilità. Questa idea è stata accolta favorevolmente dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, cosí come riportato dalla testata giornalistica in rete repubblica.it.

L'INPS presenterà, entro il mese di giugno, un insieme di proposte relative alla riforma del sistema pensionistico in cui ci sarà anche quella del reddito minimo. Condizione essenziale è che questo progetto non abbia costi per le casse dello Stato.



Tito Boeri ha specificato che l'importo del reddito di sostegno sarà solamente un aiuto economico; per questo non si rischierà che la persona che lo riceve smetta di cercare un altro posto di lavoro, anche se il problema principale è proprio quello che ad una certa età è sempre più difficile trovare un'altra occupazione. Da un'indagine effettuata in merito a questa problematica si 
è evidenziato che solamente il 10 percento di chi perde il lavoro al di sopra dei 55 anni riesce a trovarne un altro.


Per questo motivo, l'INPS ha deciso di proporre questa idea all'attuale Esecutivo. Non si conoscono ancora i dettagli ma sembrerebbe che i beneficiari siano quelle persone nella fascia di età 55-65 anni con un reddito annuo inferiore agli 8mila euro (definiti incapienti). Quantificando la spesa per le casse dell'INPS, si può considerare che, nel 2014, i disoccupati over 55 erano circa 230mila; con un assegno medio di 600 euro al mese per 13 mensilità la spesa potrebbe essere di 1,5 miliardi l'anno.