La preoccupante e duratura crisi economica degli ultimi anni, che ha investito soprattutto le giovani generazioni sul piano occupazionale, in Italia come nel resto dell'Europa, ha avuto almeno come effetto sia quello di accelerare il processo di ricambio laddove era possibile attuarlo sia di trovare dei meccanismi e delle strategie per farvi fronte. Negli ultimi tempi poi ci si è prefissi di svecchiare e di attuare quel processo di riforme necessario partendo proprio dalle amministrazioni pubbliche. Il Governo del premier Matteo Renzi e nella fattispecie il ministero della pubblica amministrazione, in tale ottica, facendo proprie le crescenti preoccupazioni per la diffusa disoccupazione in particolare giovanile, sta procedendo a passi spediti verso lo svecchiamento dell'apparato statale.
La riforma del ministro Marianna Madia comincia a concretizzarsi. Il ricambio generazionale sta diventando realtà. Difatti il Dipartimento della Funzione Pubblica, come si apprende da "Leggi oggi", avrebbe diramato istruzioni alle amministrazioni periferiche concernenti piani di pensionamento anche per gli operatori che non hanno ancora compiuto i 62 anni.
Quali gli obiettivi del ministro Madia?
Con tali direttive la riforma annunciata e tenacemente voluta dal ministro Madia ad agosto scorso inizia così a prendere forma. Il trattenimento in servizio, per coloro che avevano raggiunto i limiti di età ed i requisiti per essere collocati riposo, viene così a decadere. Prassi spesso usata ed abusata dalle amministrazioni pubbliche, anche con criteri "clientelari".
Inoltre il ministero ha rispolverato, dandole maggior valore e vigore, una norma del 2008 attraverso la quale si dà all'amministrazione statale, centrale e periferica, la potestà di sciogliere il rapporto di lavoro quando il dipendente ha raggiunto i requisiti per il pre-pensionamento, che, ricordiamo, per gli uomini per la pensione sono per il 2015 i 42 anni e 6 mesi e 41 anni e 6 mesi per le donne. Il premier Matteo Renzi procede a passi spediti nel far cambiare verso ad un'Italia "ingessata", che ha bisogno di riforme che la pongano al passo con gli altri paesi economicamente e socialmente più forti ed avanzati. I giovani, in tal senso, aspettano di guardare al proprio futuro con meno ansie e meno tensioni.
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