Prosegue senza sosta il dibattito in tema di riforma pensioni 2015 e prepensionamento. Gli ultimi significativi aggiornamenti viaggiano su tre fronti: da una parte le dichiarazioni di Cesare Damiano, contrario al programma Boeri e in generale ad una rivisitazione del sistema retributivo atto a tagliare ulteriormente gli assegni previdenziali, dall'altra l'avvio dell'indagine sui lavoratori esodati promossa dal Senato, nel mezzo le dichiarazioni di Cida, il sindacato che tutela gli interessi di mezzo milione di manager italiani, che si oppone fermamente al programma Boeri.

A saltare immediatamente all'occhio è il continuo tentativo di scavalcare il Premier Renzi che nonostante tutto rimane inerme e assolutamente insensibile dinnanzi alla materia previdenziale: l'ultimo atto viene dal Senato che come già accennato ha avviato una campagna pro conteggio degli esodati ancora in attesa della liquidazione della pensione. Quelli in corso sono giorni decisivi anche per l'approvazione del DEF, il Documento di Economia e Finanza valido per questo 2015, che stando a quanto dichiarato dai vertici dell'Esecutivo non conterrà nulla di rilevante in merito alla manovra di riassetto della previdenza.



Riforma pensioni 2015 e prepensionamento, DEF, tagli e sistema retributivo: Renzi scavalcato dal Parlamento, Boeri bersagliato dalle critiche

Come accennato in apertura paiono numerosi i temi da trattare ragionando in ottica riforma pensioni 2015 e prepensionamento. Degna di nota appare innanzitutto l'iniziativa condotta dal Senato: a partire da ieri infatti è disponibile alla compilazione un questionario online postato sul sito ufficiale di Palazzo Madama rivolto a quei lavoratori che hanno perso l'impiego ma che a causa degli stringenti requisiti imposti dalla Fornero non sono riusciti a maturare i termini di accesso al pensionamento. Capire con quanti individui esodati si abbia a che fare costituisce il primo passo verso la risoluzione di una vertenza che lo stesso Poletti ha definito prioritaria. L'iniziativa condotta dal Senato evidenzia una volta di più il tentativo del Parlamento di scavalcare il premier Renzi decisamente inoperoso riguardo alla tematica previdenziale.



Parlando di riforma pensioni 2015 e prepensionamento non possiamo infine non tornare al programma stilato dal presidente INPS Tito Boeri, che vorrebbe introdurre un taglio delle Pensioni al di sopra dei 2mila euro al mese ritenendole sproporzionate perché figlie del sistema di calcolo retributivo. Silvestre Bertolini, leader di Cida (il sindacato che rappresenta circa un milione e mezzo di manager italiani) al riguardo ha evidenziato come il 'prelievo di solidarietà sulle pensioni' proposto da Boeri si configuri come 'un intervento iniquo perché non colpirebbe quelle d'oro. Ad essere penalizzati - ha proseguito Bertolini - sarebbero la classe media e chi ha pagato regolarmente i contributi'. Contrario al programma Boeri anche Cesare Damiano, che come al solito mostra di avere le idee ben chiare sul da farsi: 'Vorremmo suggerire di mettere in calendario il tema dell'introduzione di un criterio di flessibilità nel sistema pensionistico al fine di correggere la riforma previdenziale del Governo Monti. Non sarebbe accettabile, invece, un taglio alle pensioni in essere per il solo fatto che siano state liquidate con il sistema retributivo'.