I commenti social dei docenti sull'avanzamento della riforma della Buona Scuola si sprecano e, comprensibilmente, la maggior parte di loro si è schierata apertamente contro la 'rivoluzione renziana'. Nelle ultime ore, abbiamo letto le diverse opinioni relative alla questione legata ai poteri dei presidi che ha ricevuto il 'via libera', ieri alla Camera: c'è chi addirittura parla di rischio di 'infiltrazioni mafiose' nelle scelte dei dirigenti scolastici e chi, invece, esprime il proprio timore per discriminazioni territoriali, soprattutto nei confronti dei docenti di origini meridionali. 

Super poteri dei presidi: secondo i docenti 'Fatta la legge, trovato l'inganno'

I docenti si lamentano soprattutto del fatto che il governo abbia già messo i piedi avanti, impedendo ai presidi la possibilità di poter chiamare dei parenti. A questo proposito, Laura ha spiegato come sia possibile 'aggirare' questa norma, usando una furba strategia: 'La scelta dei parenti dei presidi può benissimo essere incrociata: tu, preside Pinco Pallino assumi mia nipote ed io preside Tizio assumo tuo figlio. Così si faranno ugualmente i favori tra di loro e potranno facilmente aggirare la legge. Ma chi credono di prendere in giro!!'

A questo proposito si sprecano le vignette umoristiche, come per esempio quella che ritrae il Presidente del Consiglio in compagnia della moglie Agnese Renzi che, ad un certo punto, chiede al marito: 'E adesso chi mi assume?'. La risposta del premier è eloquente: 'Tranquillina, conosco un amico preside che vota anche PD'.

I docenti accusano: 'Parlamento falso, partiti falsi, democrazia falsa'

Chi ha seguito la discussione in Parlamento, afferma che, come già è avvenuto in occasione di altre leggi, la discussione, in realtà, non esiste: tutti coloro che prendono la parola non vengono nemmeno ascoltati dal Governo. Il Parlamento viene accusato, inoltre, di 'falsa rappresentatività'. Emblematica la frase che recita: 'Dobbiamo trovare il coraggio di dire basta a questo Parlamento falso, composto da partiti falsi, che ci vogliono somministrare una democrazia falsa. Solo in questo modo possiamo sperare di riuscire a ricostruire, nel prossimo futuro, una scuola italiana davvero democratica e giusta!'
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