La diatriba sulla pensioni anticipata uomini e donne non si placa anzi si è accentuata dopo che la Consulta ha definito anticostituzionale il blocco dell'indicizzazione degli assegni superiori a tre volte il minimo per il biennio 2012-2013. Il dubbio, vista la carenza di risorse finanziarie e il buco apertosi di oltre 10 miliardi di euro, é che il tema flessibilità venga definitivamente accantonato. Per questa ragione il Presidente della Commissione Lavoro è tornato ad incalzare il Governo Renzi: la rivalutazione degli assegni non può e non deve escludere la revisione della riforma pensioni targata Monti-Fornero che non è più sostenibile.

Pensioni anticipate e quota 100: Damiano chiede si torni a parlare di flessibilità

Damiano non ha alcun dubbio la Riforma pensioni va rivista perché ha in sé troppi nodi critici: l'attenzione non va puntata solo al rimborso degli assegni, ma anche all'innalzamento oltre i 66 anni d'età per accedere alla quiescenza che sta bloccando l'ingresso nel mercato del lavoro alle nuove leve, creando disoccupazione. Inoltre stanno aumentando i 'nuovi poveri' coloro cioè che dovranno attendere ancora 5 /6 anni per poter ottenere l'assegno pensionistico e che sono attualmente disoccupati. Proprio per loro e non solo è opportuno che il Governo Renzi intervenga per concedere misure a favore della flessibilità in uscita: la pensione anticipata uomini e donne risolverebbe il dramma previdenziale di milioni di cittadini rimasti 'intrappolati' dalla rigida Legge Fornero.

Tra le misure ancora al vaglio: la quota 100 intesa come somma tra età anagrafica e contributiva (62 anni d'età + 38 di contributi) o la pensione anticipata a 62 anni d'età con 35 anni di contributi con il sistema di premi e penalizzazioni o ancora la Quota 41 che salvaguarderebbe i lavoratori precoci, concedendo la quiescenza a 41 anni di contributi versati indipendentemente dall'età. Damiano precisa che sono tutte misure che non possono più essere ignorate, così come la pensione anticipata a 57 anni per le donne.

Opzione donna nuovo ddl Lega, rimborsi pensioni solo per alcuni e a rate : le ultime novità dal Governo Renzi

L'opzione donna è attualmente ancora in standby, si attende di capire se almeno le domande che l'Inps accoglierà fino al 31/12/2015 verranno prese in considerazione o diverranno carta straccia.

Le donne confidano inoltre che lo Stato si renda conto dell'ingente risparmio che le pensioni contributive forniranno nel lungo periodo e che dunque decida per la proroga dell'opzione donna fino al 2018, come richiesto dal ddl 1848 depositato dalla Lega Nord.

Per quanto concerne il rimborso delle pensioni attualmente pare che il maltolto verrà restituito alle pensioni più basse, si vocifera fino ai 2.810 euro lordi, e che la restituzione dovrebbe essere a rate, in 3 o 5 anni, al fine di non pesare troppo sulle finanze pubbliche. I pensionati e i pensionandi si troveranno nell'ennesima 'guerra tra i poveri' o il Governo Renzi riuscirà a trovare i fondi per rimborsare gli assegni e concedere misure a favore della pensione anticipata per uomini e donne?