E' uno scontro senza esclusione di colpi quello che continua ad essere alimentato dalle parti di Palazzo Chigi. Alla sinistra del ring il Governo Renzi, che continua fieramente a rivendicare una pronta risoluzione messa a punto dinnanzi al pronunciamento della Consulta, alla destra la Consulta stessa rea secondo alcuni membri dell'Esecutivo, Padoan in testa, di non aver 'tenuto in debita considerazione gli effetti della sentenza'. Le ultime news sulle pensioni 2015 aggiornate ad oggi 25-05 si concentrano dunque sullo scontro a distanza neanche troppo velato tra i due organi istituzionali, una battaglia dialettica nella quale sono prepotentemente entrati sindacati e capo dello Stato.

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I primi hanno criticato il premier e auspicato l'avvio dei 'classici' tavoli di concertazione, il secondo ha firmato il ddl presentato in Cdm sottolineando come la tensione che dall'esterno sembra palese in realtà non esista. 'C'è armonia e condivisione di intenti' ha dichiarato al riguardo Sergio Mattarella mosso dalla volontà di gettare acqua sul fuoco. L'apposizione della sua firma non può che essere accolta come una svolta, dato che un eventuale diniego avrebbe rimescolato le carte in tavola.



Aggiornamenti e novità pensioni 2015 relative ad oggi 25 maggio: Renzi e Padoan contro la Consulta, in gioco anche il ruolo dei sindacati

'La Corte Costituzionale sostiene di non dover fare valutazioni economiche sulle conseguenze dei suoi provvedimenti e che non c'era una stima dell'impatto. Ora non so chi avrebbe dovuto quantificarlo, ma rilevo che in un dialogo di cooperazione tra organi indipendenti dello Stato sarebbe stata opportuna la massima condivisione delle informazioni': con queste parole il ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan ha criticato non tanto la sentenza sui rimborsi emessa dalla Corte quanto piuttosto la natura della decisione stessa. Nessuna valutazione è stata fatta, nulla, neanche la più piccola considerazione riguardo alla ricaduta e all'impatto economico che sarebbe stato scatenato da una sentenza di quel tenore. Le ultime news sulle pensioni 2015 aggiornate ad oggi 25 maggio raccontano però anche di un Premier Renzi molto meno 'guerrafondaio' del solito: 'La Corte ha elaborato una sentenza, noi l'abbiamo rispettata, adesso si tratta di lavorare insieme perché nel corso dei prossimi mesi i segnali di ripesa che ci sono possano irrobustirsi e consolidarsi'.



E mentre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella firmava il ddl sui rimborsi aprendo la via che condurrà alla conversione in legge dello stesso (la cosa avverrà solo dopo l'approvazione da parte delle due camere), il ministro per le riforme Elena Boschi commentava la via scelta da Padoan per dare attuazione alle disposizioni impartite dalla Corte: 'Che soluzione abbiamo trovato? Agli italiani restituiamo in tutto 2,2 miliardi'. Non poco certo ma non tutto. Cosa che ha fatto andare su tutte le furie i sindacati, raggiunti nelle ultime ore dalla proposta camuffata da provocazione lanciata dallo stesso Renzi: 'Quella del Premier, che vorrebbe un sindacato unico e unitario, è un'ipotesi concettualmente sbagliata' ha sottolineato Susanna Camusso di CGIL, un qualcosa che stando al pensiero di Cesare Damiano non si sposerebbe per nulla con 'la storia sindacale del nostro paese'. Il clima in definitiva appare più acceso che mai. Il governo guidato da Renzi ha preso la sua decisione, e se da un lato gli va riconosciuta una certa celerità dall'altro non si può negare come 2,2 miliardi sui 16 complessivi da doversi restituire paiano pochini specie a chi per professione e vocazione è tenuto a criticare l'Esecutivo. A questo punto vorremmo coinvolgervi nella nostra analisi chiedendovi se appoggiate la scelta di 'restituire poco ma subito' (i primi bonus da 500 euro arriveranno ad agosto) operata da Renzi. Siete d'accordo o avreste voluto un piano economico più ampio e accurato? Dateci un giudizio commentando il pezzo qui sotto!