È ancora molto alto il numero di datori di lavoro che propongono contratti irregolari o lavoro in nero, malgrado tutti i tentativi fatti sino ad ora per far emergere questi inaccettabili comportamenti datoriali. Il Jobs Act mette in campo un nuovo strumento di contrasto a questo fenomeno. Il Consiglio dei ministri ha approvato recentemente un decreto legislativo per la semplificazione dell'attività ispettiva in materia di lavoro, nell'ambito del quale è prevista l'istituzione dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro.

Questo istituto coordinerà l'attività di vigilanza su tutto ciò che riguarda il lavoro, la contribuzione e l'assicurazione obbligatoria, programmando le attività e le modalità di accertamento del personale ispettivo dell'INPS, dell'INAIL e dell'Agenzia delle Entrate. È previsto che questi enti mettano a disposizione dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro i dati e le informazioni contenuti nei loro archivi informatici.

Dovrebbero, inoltre essere istituiti appositi protocolli con i servizi ispettivi delle ASL in modo di aumentare l'efficacia delle ispezioni; come s'intuisce, anche se lo spettro degli interventi e destinato a contrastare ogni illecito comportamento datoriale, ci si aspetta che il nuovo ispettorato contribuisca in modo determinante a combattere il lavoro in nero.

La denuncia degli illeciti datoriali

La crisi economica ha costretto molte persone ad accettare contratti irregolari e/o proposte di lavoro in nero.

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Queste forme di lavoro costringono il lavoratore a subire vessazioni di ogni tipo come ad esempio, paghe non in linea con il mercato, non pagamento dei contributi previdenziali, ritardo nei pagamenti degli stipendi, orario di lavoro più lungo di quello concordato, ferie non riconosciute ecc.

All'inizio, di norma, il lavoratore subisce in silenzio queste vessazioni ma, con il passare del tempo, cresce la voglia di ribellarsi, sempre frenata dal timore di essere messo alla porta senza tanti complimenti.

La gran parte dei lavoratori non sa che è possibile denunciare il datore di lavoro, seguendo alcune precauzioni:

  • la segnalazione, anche in forma anonima, può essere fatta all'Ispettorato del lavoro dislocato presso la Direzione Provinciale, competente per area geografica;
  • la denuncia va accompagnata con documenti e/o testimonianze che provino giorni di lavoro e orari di lavoro realmente effettuati, portando copia del contratto di lavoro, ammesso che ne sia stato sottoscritto uno. È necessario fornire informazioni sulla retribuzione realmente percepita fotocopiando, laddove possibile, gli assegni di pagamento. Utile a tal fine raccogliere su un diario tutti questi dati per un significativo periodo di tempo.

Immediatamente dopo ci si può rivolgere all'ufficio vertenze della CGIL la cui assistenza ha certamente costi inferiori a quelli di un avvocato privato.

Il sindacato prende contatto con il datore di lavoro, invitandolo ad una conciliazione che, nel caso non venga accettata, porterà all'apertura di una vertenza con la magistratura del lavoro. Queste cause si risolvono di norma in uno/due anni. È anche possibile effettuare la segnalazione alla Guardia di Finanza; in questo caso è necessario fornire le proprie generalità ma viene comunque assicurato l'anonimato.

La speranza è che l'istituzione dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro porti realmente ad una drastica riduzione del lavoro in nero.

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