Pomeriggio intenso quello trascorso oggi dai parlamentari a Palazzo Madama dove si è atteso il risultato del voto di fiducia per il maxiemendamento della Buona Scuola. Un risultato quello ottenuto 159 a favore contro 112 contrari che getta nell'indignazione non soltanto i docenti ma anche i parlamentari che si erano opposti e ovviamente anche gli studenti. Questo risultato è stato definito come la morte della Scuola e non sono mancate polemiche e fischi per manifestare il proprio malcontento.

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Soddisfazione per Renzi e Giannini

Mentre il malcontento si è diffuso fin dallo scorso 12 marzo data in cui il Consiglio dei ministri ha varato il disegno di legge La Buona Scuola, suscitando polemiche e mobilitazioni da parte dei sindacati, docenti e personale ATA, oggi per Matteo Renzi e per il ministro Giannini è una giornata ricca di soddisfazioni perchè il loro disegno legge è stato approvato con un'ottima fiducia dal Senato.

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Il premier ha ritwittato un messaggio postato in precedenza dai deputati del Pd indicando che verranno erogati 3 miliardi di investimenti ed effettuate 100 mila assunzioni di precari, anche da parte del ministro Giannini non sono mancate dichiarazioni e post nel web che mostrano la sua soddisfazione, ha sottolineato infatti che il Senato ha compiuto una saggia scelta votando un provvedimento che risanerà le sorti del governo italiano e dell'istruzione.

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Scuola Matteo Renzi

Polemiche e fischi

Non si placano invece i commenti dei deputati del M5S che fin dalla mattina di giorno 25 giugno, avevano manifestato la propria posizione con dei lumini e hanno proseguito anche dopo l'annuncio del risultato tramite il loro leader Beppe Grillo il quale ha dichiarato che la Scuola è ufficialmente morta, anche i senatori del Sel hanno manifestando con fischietti e striscioni indossando magliette bianche con su scritto Diritto allo studio, magliette che sono state omaggiate anche al ministro Giannini che chiaramente ha rifiutato.

Purtroppo il grande risultato di fiducia questa riforma l'ha ottenuto, adesso toccherà nuovamente alla Camera il prossimo 7 luglio per il voto finale ma le prospettive affinchè qualcosa possa cambiare sono lontanissime. Desolazione e delusione da parte di coloro che credevano di poter essere ascoltati e che invece hanno trovato davanti a sè un muro che può essere definito un vero regime dittatoriale travestito da falsa democrazia.

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