La riforma della previdenza in preparazione da parte dell'Esecutivo Renzi potrebbe esaurirsi nell'adozione del contributivo esteso: è questa l'ultima indiscrezione che filtra in merito al percorso di riassetto del sistema pensionistico, con l'UE che sembra stia esercitando pressioni più che esplicite affinchè il nostro Governo non autorizzi spese di matrice previdenziale. Parlando di pensione anticipata e prepensionamento, potrebbe dunque avere successo il programma Boeri, che punta da sempre sull'introduzione del contributivo.

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Lo stesso Boeri in Commissione Lavoro ha fatto presente che le misure allo studio da parte del governo sono troppo onerose. Ergo, bisogna prevedere misure più soft, in primis quella che conduce ad un ricalcolo degli assegni. E poco importa se ciò si tradurrà in trattamenti previdenziali più leggeri del 25-30%, tanto saranno i lavoratori a subire le conseguenze di tutto questo. Nonostante sul fronte parlamentare si stia lavorando alacremente per cercare di trovare una sintesi in merito alle tante proposte attualmente al vaglio, l'impressione è che non si sia fatto il giusto salto di mentalità.

Che non si sia cioè posto l'attenzione al fatto che dopo anni di leggi di bilancio travestite da leggi sulle Pensioni, questa volta c'è bisogno di una vera manovra. Di qualcosa che possa davvero risultare utile da un punto di vista sociale.

Novità e ultime news pensione anticipata e prepensionamento, Quota 100 e contributivo: decide l'UE, 'vince' Boeri?

Sin da quando è arrivato non ha fatto altro che avanzare proposte di matrice politica che risultassero in grado di portare a nuove forme di pensione anticipata e prepensionamento. Stiamo parlando del presidente dell'INPS Tito Boeri, che ha da sempre sostenuto l'importanza del concetto della sostenibilità. Boeri propone il contributivo esteso e rigetta misure come la Quota 100 perché troppo onerose, ma non ha mai fatto riferimento al 'dove' il governo Renzi abbia ricercato le basi di questa sostenibilità. L'idea di fondo infatti è che una riforma del sistema previdenza debba essere finanziata da chi è dentro, e dunque da pensionati e pensionandi. Gli uni vedendosi riconoscere assegni sempre più magri, gli altri vedendo allontanarsi il momento di abbandonare l'impiego. 'Continua la crociata contro intere categorie di pensionati. Ora, nel mirino, sembrano esserci le pensioni del Comparto Sicurezza e Difesa che le famose schede INPS pongono all'attenzione dell'opinione pubblica, quali fruitori di privilegi e si ipotizza, da più parti, il ricalcolo delle pensioni liquidate con il sistema retributivo in quello contributivo. Dove sono i diritti acquisiti?' ha tuonato Antonio de Lieto, Presidente Nazionale del Libero Sindacato di Polizia. Dove sono? Semplice non ci sono più, sono scomparsi.



E mentre l'UE decideva che la Quota 100 costa troppo e che la riforma di pensione anticipata e prepensionamento in Italia debba risolversi con un contributivo esteso, qualcuno invitava i giovani del nostro paese ad aprire gli occhi: 'I giovani devono essere consapevoli della necessità di risparmiare di più per il futuro rispetto ai loro genitori - ha dichiarato Salvatore Rossi, presidente dell'Ivass - 'E' fondamentale che le più giovani generazioni abbiano piena consapevolezza di dover risparmiare più dei propri genitori e di dover investire il proprio risparmio anche in un'ottica previdenziale. Le responsabilità sono grandi. In chi ha funzioni politiche, perchè promuova la diffusione di questa consapevolezza. In chi ha funzioni amministrative, perchè vigili sui soggetti del mercato che offrono prodotti finanziari utili a fini previdenziali e li guidi a essere trasparenti e corretti. Sulle stesse imprese a cui spetta adattare prodotti e pratiche di vendita alle esigenze di una platea di clienti di cui essi gestiscono il futuro'.
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