La riforma della Scuola 'The Day After': l'approvazione in Senato, con tanto di fiducia al governo, è stata accolta dai docenti con rabbia, tristezza e contestazione, anche se il voto non ha certamente sorpreso i prof.

Le manifestazioni, le proteste, i sit-in, non sono serviti a fermare il governo che, incurante della ribellione della stragrande maggioranza del personale scolastico, ha tirato dritto per la propria strada. 

E' innegabile che quella di Renzi è stata una prova di forza soprattutto dal punto di vista politico, una prova della verità dopo le recenti delusioni delle elezioni regionali e comunali. 

L'obiettivo era quello di ricomporre il 'puzzle' di un centrosinistra sfaldato che, alla fine, nonostante abbia perso per la strada personaggi di rilievo come Civati e Fassina, ha finito per 'piegarsi' al volere del presidente del Consiglio.

Non a caso il ministro della Difesa, Roberta Pinotti, commentando l'approvazione della Buona Scuola ha dichiarato: 'Tra il risultato delle elezioni e il mondo della scuola mobilitato contro il Pd, abbiamo toccato il punto più basso'.

Riforma Buona Scuola: Giovanni Cocchi 'Inutile discutere con Renzi'

Il personale scolastico della scuola, però, non si arrende. Uno dei portavoce simbolici della protesta è stato indubbiamente Giovanni Cocchi, maestro per vent'anni e professore al Guercino di Bologna per i successivi quindici. 

Cocchi, nel corso di un'intervista rilasciata al quotidiano 'Repubblica', afferma di aver discusso con Renzi per un quarto d'ora in merito alla Buona Scuola, ma ognuno è rimasto sulla propria posizione.

'Poi, quando è andato alla lavagna - dice Cocchi - gli ho rifatto il verso in video'. 

Bologna è una delle città che sta vivendo con maggiore intensità la ribellione contro la Buona Scuola, questo perchè la tradizione scolastica nel capoluogo emiliano è forte e radicata.

Cocchi contro la riforma: 'Non è finita qui, a settembre renderemo tutto difficile'

'Non sono iscritto ad alcun sindacato' afferma con orgoglio Cocchi, dichiarando di essere un deluso dalla sinistra.

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La guerra è appena cominciata e lo si capisce dalle sue parole eloquenti:  

'Non è finita qui. - giura Cocchi che promette vita difficile ai presidi e a chi appoggerà la Buona Scuola. 'Gli insegnanti si dedicheranno ai loro ragazzi perchè questo è sacro', ma fuori si raccoglieranno le firme per abrogare una legge che divide la scuola anzichè unirla. Una riforma che rischia di riportarci indietro di decenni, dove dalle scuole ricche uscirà la nuova classe dirigente e da quelle povere, solo manodopera che non troverà spazio nella società.

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