Siamo forse giunti di fronte ad un bivio. Si farà oppure no, la riforma delle pensioni con la tanta auspicata flessibilità? La settimana in corso, probabilmente, sarà determinante per capire come il governo Renzi si muoverà relativamente alle modifiche da apportare alla legge Fornero. Cesare Damiano, presidente della Commissione Lavoro alla Camera, ha evidenziato che già a partire da questa settimana inizierà, in Parlamento, la discussione sulle pensioni dei lavoratori precoci. Parola d'ordine: flessibilità, ormai auspicata da più parti.
Tra le varie proposte c'è quella della cosiddetta Quota 41, senza vincoli né di età né di penalizzazioni
Tra le varie proposte di legge che mirano ad abbassare l'età pensionabile spicca quella relativa ai lavoratori precoci, la cosiddetta Quota 41, senza alcun tipo di vincolo, né di età né di penalizzazioni. Dare la possibilità di lasciare il lavoro a chi ha iniziato a lavorare molto presto: potrebbe essere questa la strada che il governo Renzi percorrerà nei prossimi mesi. Ma anche altri temi si stanno trattando nei 'piani alti' di Palazzo Chigi, riferiti alle modifiche da apportare alla legge Fornero, approvata dal governo Renzi ed entrata in vigore nel 2012.
Pier Carlo Padoan ha proposto l'uscita con Quota 97 e una penalizzazione pari ad una mensilità
Nel frattempo, è arrivata in queste ultime ore, una nuova proposta da parte di Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia, il quale ipotizza un'uscita dal lavoro per tutti i lavoratori al raggiungimento del 62esimo anno di età con 35 anni di versamenti contributivi (Quota 97) in cambio di una mensilità che il lavoratore dovrebbe lasciare nelle casse dello Stato. Ovviamente, i lavoratori precoci non dovrebbero essere 'toccati' da questo eventuale provvedimento che darebbe la possibilità a tanti lavoratori di andare in pensione allo scopo di favorire il cosiddetto 'ricambio generazionale', un modo per consentire ai più giovani di trovare lavoro, in questo periodo in cui la disoccupazione giovanile ha raggiunto cifre esorbitanti.