Il sindacato Anief non intende aspettare ancora per la sistemazione ormai obbligatoria dei precari storici della Scuola, dopo la sentenza europea che è stata chiara a riguardo, ha quindi deciso di passare alle vie di fatto nel caso di reticenza del Governo alla realizzazione delle 150 mila assunzioni promesse.

Il Governo attuale e quelli passati hanno giocato con la vita di migliaia di persone, adesso se le promesse dell'esecutivo non saranno mantenute e  dovesse saltare il piano straordinario di stabilizzazioni dei precari, l'Anief ha deciso di intraprendere le vie legali e chiamare in giudizio la Presidenza del Consiglio al tribunale civile di Roma.

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Il presidente Anief Marcello Pacifico offre il sostegno del sindacato a tutti i precari che volessero denunciare l'esecutivo. La Buona Scuola così com'è non interessa né a docenti né al personale ATA, che sono stati oggetti di ulteriori tagli e non sono stati inclusi nel piano di assunzioni.

Mentre i docenti non accettano di essere sotto la discrezionalità del preside in fatto di aumenti e di scelta della sede di destinazione, il personaleATA, nonostante 18 mila posti vacanti, lamenta la mancata inclusione nella stabilizzazione disposta da Renzi.

Con la digitalizzazione, qualcosa che da anni si cerca ma non si riesce a fare, s'investe su nuove modalità informatiche tanto denaro pubblico, anziché assumere con quei soldi altro personale necessario alle scuole.

L'Anief si dice soddisfatto dello stop alla Riforma, ma non del blocco delle assunzioni minacciato in barba alla sentenza europea.

"Dal 23 dicembre 2014, una legge dello Stato - aggiunge Pacifico - ha disposto l'assunzione di 150 mila precari della scuola", della decisione è stata informata la Commissione Europea, come risposta alle procedure d'infrazione in corso e ritardando le assunzioni si andrebbe contro la sentenza della Corte di giustizia europea del 26 novembre.

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Il Governo Monti, per di più, ha autorizzato l'organico funzionale e il Governo nella legge di Stabilità ha anche adottato misure per la scuola tra cui ulteriori tagli alle supplenze e all'organico del personale  ATA, per avere più disponibilità economiche da destinare all'assunzione dei docenti.

Non solo c'è anche l'autorizzazione finanziaria per 150 mila assunzioni, dove sta la difficoltà di riuscire nei tempi non si comprende, basta disporre lo stralcio delle assunzioni, un rapido censimento sul fabbisogno reale delle cattedre scoperte e un semplice decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri e tutto si realizzerebbe in tempi stretti. 

La scuola e i sindacati dopo anni di attese e promesse mai mantenute sono stanchi di ricatti inaccettabili: "o passa la riforma così com'è oppure non assumiamo nessuno" queste le parole di Renzi e non ci sta più a subire violazioni dei propri diritti e tagli organici fuori misura.

L' Anief è pronta nel caso gli impegni presi non dovessero essere mantenuti a citare la Presidenza del Consiglio, con una grande class action nei confronti dello Stato italiano, con essa i precari otterranno l'assunzione o il risarcimento di 50 mila euro.