A lanciare l'allarme è il sito del noto quotidiano 'Repubblica': dopo le proteste degli insegnanti, arrivano ufficialmente quelle dei presidi, che parlano addirittura di possibile rinvio dell'inizio dell'anno scolastico 2015/2016. Naturalmente la rivoluzione dei presidi è motivata da cause completamente opposte a quelle relative alla protesta dei docenti: i capi d'Istituto si lamentano per il minacciato rinvio della Buona Scuola, firmata dalla 'premiata ditta' Renzi-Giannini.
I dirigenti scolastici hanno provveduto ad inviare una lettera al ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini in cui vengono espresse tutte le perplessità in merito alla situazione di estrema incertezza che si è venuta a creare.

Presidi, DDL Scuola e compilazione Rav: su quali dati? 

I dirigenti scolastici hanno richiamato l'attenzione sul fatto che, proprio in questi giorni, si sta lavorando alla compilazione del Rapporto di AutoValutazione e a questo proposito ci si chiede come sia possibile individuare le priorità per migliorare gli esiti di apprendimento degli studenti se non si conoscono ancora i 'mezzi' su cui ciascun Istituto potrà far affidamento. La domanda che i presidi si pongono è principalmente questa: 'Dovremo arrangiarci con l'organico di sempre oppure potremo contare sulle nuove risorse umane previste dalla Buona Scuola?'
Un quesito non da poco perchè dall'esito di questa risposta dipenderà la programmazione del prossimo anno scolastico 2015/2016: ecco perchè i presidi chiedono di rinviare la scadenza (prevista per il 30 giugno) per la compilazione e pubblicazione del Rav.

Riforma scuola: anno scolastico 2015/2016 'turbato' dalle incertezze?

L'aspetto più grave, però, riguarda il fatto che la legge di stabilità 2015 abbia previsto tutta una serie di misure che davano già per scontata l'introduzione dell'organico dell'autonomia, ovvero le oltre 100.000 assunzioni previste dalla Buona Scuola. 'Se il disegno di legge si ferma, e in assenza di misure alternative' - si stanno chiedendo i presidi, come sarà possibile garantire il normale funzionamento didattico negli Istituti? Le lezioni, spesso, rischieranno di essere sospese per mancanza di vigilanza sugli alunni. 
Lo scenario non è poi così lontano dalla realtà: se poi ci aggiungiamo che gli stessi docenti non andranno certamente al lavoro 'fischiettando', ci si può aspettare un autunno particolarmente 'agitato' per la scuola ma soprattutto per il governo Renzi.
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