Tre giorni, soli tre giorni per sistemare tutto o la riforma della scuola 2015 e le assunzioni previste per settembre potrebbero saltare definitivamente. È questo quanto annunciato da Renzi in diretta tv alla trasmissione Porta a Porta. Troppi emendamenti - quasi tremila in Commissione - per poter varare il testo entro giugno e quindi in data utile per avviare le assunzioni di oltre 100mila precari a settembre.
Riforma scuola, slitta il piano assunzioni: la 'vendetta' di Renzi
Il mondo della scuola sta accogliendo le ultime notizie sulla riforma 2015 del ddl Buona Scuola con trionfo ed entusiasmo, salutando quella che viene vissuta quasi come la vittoria di un'importante partita di calcio.
Ma lo scontro che ha contrapposto governo e docenti rischia di finire senza vincitori né vinti: gli unici a trarre giovamento dalla situazione, si fa per dire, sarebbero solo quei 60mila docenti precari tagliati fuori dal piano assunzioni. Per Susanna Camusso si tratterebbe di "una pura operazione di vendetta: siccome non gli abbiamo dato ragione, dice che non si assume". In effetti, mettere la fiducia sul ddl scuola al Senato potrebbe aiutare ad accelerare i tempi, ma il premier ha detto chiaramente che quest'ipotesi è fuori discussione. Da qui l'ultimatum: Matteo Renzi si rivolge alla minoranza dem del partito: "tre giorni per lavorare a togliere o ridurre gli emendamenti in Commissione per consentire alla riforma di essere approvata nei tempi".
Assunzioni, ultima chance con lo stralcio del piano, sindacati favorevoli a piano pluriennale
L'unica chance per non far saltare le assunzioni a settembre sarebbe il passaggio dell'emendamento di Sel sull'articolo 10 del ddl che chiede lo stralcio delle assunzioni dei precari. Per Stefania Giannini tuttavia "lo stralcio delle assunzioni significa snaturare completamente lo spirito di questo provvedimento" ha detto ai microfoni di Radio 24. Dal canto loro i sindacati sembrano aver accolto di buon grado la notizia: "Il presidente del Consiglio ha preso atto che il disegno di legge sulla scuola è pessimo - ha detto il segretario Flc-Cgil Domenico Pantaleo - e per questa ragione ha provocato una forte opposizione di docenti, Ata, dirigenti scolastici, studenti e famiglie.
Si faccia un decreto per le 100mila assunzioni, si preveda un piano pluriennale di immissioni in ruolo". Dello stesso parere anche Francesco Scrima della Cisl Scuola e Carmelo Barbagallo della Uil, che salutano positivamente l'annuncio in vista di un piano pluriennale di assunzioni onnicomprensivo e una riforma meglio articolata.
All'indomani delle dichiarazioni di Porta a Porta, il premier ha ripreso l'argomento su Facebook: "Discutiamo, facciamo modifiche, ma poi votiamo. Altrimenti saltano gli investimenti." Se la riforma della scuola salta, il premier ha già annunciato la prossima mossa: conferenza nazionale a luglio con sindacati, Tfa e tutti i precari per un giorno e dopo si decide.
"La scuola non è mica un assumificio per gli insegnanti - ha ribadito Renzi - la scuola serve ai ragazzi". Dal canto loro, il PD ha annunciato che lavorerà in queste ore per ridurre gli oltre 300 emendamenti presentati, ma malgrado il tour de force resta sempre l'ostruzionismo delle opposizioni (in primis Sel e M5S) che non ci stanno a ritirare gli emendamenti presentati. Addio assunzioni dunque? Si vedrà: per i 100mila docenti in attesa di essere assunti c'è ancora un lumicino di speranza, ma che il piano salti trasformando la riforma in una debacle, resta l'ipotesi più probabile.