'Agiremo senz'altro sul contesto della Legge Fornero imponendoci un unico vincolo: non vogliamo produrre altro debito': queste le parole pronunciate dal ministro del lavoro Giuliano Poletti al termine del meeting su occupazione e previdenza tenutosi a Firenze per celebrare le Giornate del lavoro. Il ministro sta lavorando fianco fianco a Renzi ormai da mesi con l'intento di sviluppare una manovra che possa rivelarsi efficace e non eccessivamente onerosa per lo Stato, ma sin qui i risultati stentano ad arrivare.

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Le ultime news sulle pensioni aggiornate ad oggi 15 giugno si concentrano dunque sulle parole pronunciate dal ministro ma anche sull'iter di conversione in legge del dl rimborsi, la cui votazione si terrà domani in Commissione Lavoro. Il momento certo è di quelli delicati: i numerosi mesi di inattività stanno portando il Governo Renzi a dover affrontare una marea di criticità tutte in una volta, con la logica conseguenza che molti dei programmi stilati a tavolino non paiono adatti a disciplinare l'attuale contesto di riferimento.

A conferma di ciò le critiche giunte al Premier da Maurizio Landini ma anche dal noto giurista Rodotà che ha biasimato Renzi anche e soprattutto per il modo in cui fa politica.

Novità e ultime news pensioni oggi 15 giugno, Renzi sotto attacco: Legge Fornero da modificare, Rodotà e Landini criticano il Premier

Ripartendo da quanto affermato dal ministro Poletti nel meeting di Firenze appare finalmente chiaro il quadro di riferimento nel quale intende agire il governo: l'Esecutivo guidato da Renzi non vuole 'creare altro debito' - 'L'errore in questo senso è già stato fatto in passato' ha concluso Poletti - ma la pur condivisibile volontà di non causare la nascita di ulteriori scompensi economici non può andare a coincidere con la ratifica di una manovra soft che nulla risolverebbe. Le ultime news sulle pensioni aggiornate ad oggi 15 giugno si concentrano dunque sullo stato dei lavori in Parlamento, con due iter distinti che procedono con egual intensità: da una parte si discutono le nuove misure sul pensionamento anticipato, dall'altra prosegue il percorso di conversione in legge del decreto rimborsi. In merito a quest'ultimo è previsto per domani l'inizio delle votazioni sugli oltre 100 emendamenti presentati alla Camera: al centro del provvedimento, come ormai risaputo, la sentenza numero 70 del 2015 con la quale la Consulta ha dichiarato incostituzionale il blocco delle rivalutazioni degli assegni previdenziali previsto dalla Legge Fornero.



E' tornato a parlare della sentenza emessa dalla Corte anche il noto giurista Stefano Rodotà: 'Il premier Renzi cerca di scomporre la società come fosse fatta da entità distinte. Sentenze come quella della Corte sulle Pensioni dimostrano come i diritti sociali non siano nella disponibilità del legislatore anche quando si assiste al paradosso che violazioni così grosse possono comunque passare magari con un 'pizzino' in cui si avverte la Corte costituzionale che rivedere una determinata legge può avere costi elevati'. Aspre critiche a Renzi anche da Maurizio Landini, da sempre impegnato nell'alimentare il dibattito sulla riforma delle pensioni: 'Bisogna ridurre l'età pensionabile e ripristinare le pensioni d'anzianità ma il Premier non lo sta facendo. Deve cambiare strategia'. Il clima che si respira a Montecitorio non è certo dei più sereni: l'unione di intenti intravista alcune settimane fa ha presto lasciato il posto al solito coro di critiche e polemiche che poco senso hanno se non vengono orientate a produrre soluzioni alternative. L'impressione è che il voto sul decreto rimborsi previsto per domani possa rivelarsi importante per capire che direzione vuol prendere il Parlamento sulla sentenza della Consulta. Staremo a vedere.