Si avvicina un'importante scadenza per il settore della previdenza, visto che entro il prossimo 20/07 il Parlamento è chiamato a ratificare il decreto legge del Governo sulle Pensioni, contenente il cosiddetto bonus Inps. Si tratta di una misura di risposta dell'esecutivo Renzi alla decisione numero 70/2015 della Consulta, con la quale è stata sancita l'incostituzionalità dei tagli agli adeguamenti Istat previsti dalla legge Fornero del 2011. L'illegittimità del blocco delle rivalutazioni ha di fatto obbligato alla restituzione dei mancati compensi per le pensioni che superano di tre volte l'importo della cosiddetta sociale, ma nonostante la conferma attesa nelle prossime ore dal Senato della Repubblica, le polemiche sembrano ancora lontane dal placarsi.

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A generare le maggiori perplessità tra pensionati e parti sociali sarebbero infatti le modalità secondo cui i tecnici hanno previsto di effettuare i rimborsi, considerate per alcuni non sufficientemente inclusive.

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Stante la situazione, bisogna confermare che la legge in approvazione presso il Senato (è già approvata dalla Camera) prevede effettivamente dei criteri piuttosto rigidi di rimborso delle mancate rivalutazioni.

Si parte infatti con una misura piena per chi supera di poco le 1500 € al mese, per poi arrivare velocemente al 40% del dovuto attorno ai 2.000 €. Percentuale che scende poi al 20%  per importi superiori, fino a raggiungere il 10% del dovuto per chi si avvicina ai 3000 € al mese. Le pensioni di importo maggiore saranno invece destinate ancora una volta alla perdita della rivalutazione annua.

Rivalutazione Istat, oggi i sindacati scendono in piazza per protestare contro l'approvazione del decreto legge

Nel frattempo, le principali sigle sindacali si sono riunite nella giornata di oggi a Roma in piazza del Phanteon, per protestare contro la gestione del caso previdenziale e l'approvazione del provvedimento sulle rivalutazioni Inps in corso al Senato.

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"Spi, Fnp e Uilp chiedono che il decreto sia migliorato per renderlo più equo e rispondente alla sentenza della Corte Costituzionale" si legge in una nota congiunta, all'interno della quale si spronano i decisori pubblici a ristabilire "il montante delle pensioni in essere", incrementandone l'importo mensile per "impedire che il danno verso i pensionati diventi permanente". 

E voi, cosa pensate della legge in corso d'approvazione presso il Senato? Fateci sapere il vostro riscontro tramite l'inserimento di un commento all'articolo, mentre per ricevere tutti i prossimi aggiornamenti sul tema delle pensioni vi ricordiamo di usare il comodo tasto "segui" che trovate in alto, vicino al titolo.