La riforma scolastica targata Renzi Giannini presenta troppi dubbi sul principio di costituzionalità e di garanzia di una istruzione pubblica aperta a tutti che in molti hanno manifestato sin dai giorni della sua genesi. Troppo simile ai suggerimenti della Treelle per non destare l'attenzione dei docenti e dei media che hanno deciso di approfondire la questione. E così se ne occupava Il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Salvatore Cannavò lo scorso 3 giugno grazie anche al materiale prodotto da alcuni insegnanti, frutto di una attenta e dettagliata ricerca in rete.

Timidamente Antonio Oliva, il presidente di questo think thank, in una intervista rilasciata al Corriere della Sera addossava ai docenti la responsabilità di frenare la riforma scolastica per la presunta ritrosia alla valutazione da loro manifestata, aspetto duramente contestato dagli addetti ai lavori che respingevano al mittente tutte le accuse.

La definizione della Treelle

L'acronimo deriva dall'inglese: Life long learning. Si tratta di una associazione che riunisce il gotha finanziario e industriale italiano, con la presenza tra gli altri di banche di grande rilevanza nazionale come Intesa e MPS ai quali si affiancano giornalisti e personaggi della chiesa. Nel pezzo di Cannavò si fa riferimento temporale all'endorsment ricevuto dal governo a novembre da parte di Treelle, in cui veniva espresso tutto l'apprezzamento per la ricchezza di proposte e stimoli sui diversi argomenti.

In molti hanno ravvisato in queste esternazioni delle oscure manovre dei privati sulla scuola che andavano a minacciare il diritto ad una istruzione pubblica garantita dalla Costituzione.

Flessibilità mediante il potere dei dirigenti scolastici

In un studio pubblicato su un Quaderno del 2006 del think thank in questione si ritrova la proposta di conferire al dirigente scolastico tutti i poteri di scelta e di nomina dei docenti.

La similitudine con la Buona Scuola è talmente grande da rendere impossibile non pensare che sia stata copiata integralmente. Anche il concetto di affinità di classi di concorso prende le mosse dallo studio di Treelle che proponeva di svincolare i docenti dalle rigidità delle stesse. Tutto l'articolo riconduce lo studio a ben dieci anni fa, anche e soprattutto alla parte in cui veniva raccomandata la revisione integrale del contratto che è rimasto fermo al 2008.

Anche la delibera di non nominare supplenti per 10 giorni presente nella Buona Scuola appare integralmente nei consigli di questo studio.

Gli effetti perversi della chiamata diretta

Una dirigente scolastica assumeva familiari e la notizia faceva rapidamente il giro sui social e tra i docenti, confermando la possibilità di corruzione più facile che questa riforma scolastica rende possibile. Se ne parlava in un articolo uscito l'11 giugno sul Mattino di Napoli. Ma il mondo docente e le opposizioni in Parlamento non resteranno passive a guardare perché il tam tam mediatico ha prodotto una enorme fibrillazione tra gli insegnanti che adesso auspicano un referendum abrogativo.