La distorsione dell'informazione in genere non aiuta la comprensione del problema dei docenti precari costretti a trasferirsi. Circostanza confermata anche dai commenti in risposta alla lettera di quell'insegnante precaria pubblicata l'altro giorno su Repubblica. Ospite ad Agorà, programma di Raitre, la professoressa precaria napoletana protagonista della missiva contestata riceveva un altro commento assolutamente censurabile dal giornalista dell'Unità presente in studio che la apostrofava con un “ ma andate a lavorare”, subito rimproverato da un altro giornalista che lo invitava ad avere maggior rispetto di chi ha fatto questo lavoro per anni.

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Per comprendere il loro problema bisogna anche dire quale stipendio percepiscono prima di criticarli per la scelta di non fare la domanda. Dagli schermi veniva inquadrata anche l'On. Puglisi che negava il rischio conseguente alla triennalità degli incarichi introdotta dalla legge Scuola.

La professoressa Marcella Raiola

Insegna da 13 anni nei licei classici della provincia napoletana facendo la pendolare su lunghe distanze. Nella lettera a Repubblica spiegava i motivi per i quali aveva deciso di non presentare la domanda di partecipazione al piano straordinario di assunzioni, affermando che il godimento di un diritto non può essere contingentato alla situazione nazionale per la quale le carenze di organico del nord debbano essere coperte con insegnanti del sud.

Il termine deportazione, anche se forte, serviva solo ad esprimere la situazione di grave disagio dei docenti costretti a trasferirsi. Nella lettera indicava chiaramente il paradosso di avere un punteggio alto e la beffa di dover scegliere un'altra provincia diversa da quella nella quale si era prestato servizio per oltre 10 anni. In diretta ha paragonato la chiamata diretta del preside ad una sorta di ' caporalato ' rischioso perché non porta certezze di mantenimento del posto, ribattendo così all'assunto della Puglisi che tentava di spiegare che tutto dipendeva dalla scelta formativa della scuola.

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Altri ospiti in studio

Oltre ai giornalisti in studio erano presenti anche dei politici come l'On. Osvaldo Napoli. Il deputato forniva un prezioso assist alle istanze della precaria rivolgendosi alla Puglisi. Il governo Renzi non ha affatto eliminato il precariato, anzi. Rispondeva “Andatelo a dire a tutti quelli delle seconde fasce delle graduatorie”, riferendosi agli abilitati delle Graduatorie di Istituto per i quali pende ancora il giudizio della Corte europea sul diritto alla stabilizzazione oltre i 36 mesi.

In collegamento dal Porto del Poetto di Cagliari, anche i docenti sardi sulla spiaggia assistevano al dibattito in studio. Bianca, la portavoce del Comitato valigie 10 agosto, sottolineava come in Sardegna i posti in realtà ci sono e che vanno dati a chi non vuole trasferirsi. Non è giusto sottostare alla lotteria delle cattedre.

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