"La discussione sulle riforme va conclusa rapidamente per concentrarci sui temi dell'economia: crescita, occupazione e pensioni. Su questi argomenti sarebbe opportuno aprire un confronto": sono le parole dell'On. Cesare Damiano in merito alla vicenda della riforma previdenziale e degli altri interventi che adotterà il Governo al rientro dalla pausa estiva, in vista della discussione della legge di stabilità 2016. "Chiediamo a Renzi di fare questa discussione dopo le turbolenze dei mercati a seguito della tripla svalutazione dello yuan, delle inaccettabili resistenze della Germania nei confronti dell'accordo sul debito raggiunto dalla Grecia con la Troika e dei dati odierni dell'Istat".

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Pensioni anticipate, si cerca un compromesso tra le misure di flessibilità e le esigenze di tenuta dei conti

Resta implico che le pressioni internazionali rappresentano un punto molto importante nell'analisi sulle possibili azioni di riforma del comparto previdenziale, anche perché dal Governo hanno indicato più volte come le misure di flessibilità pensionistiche devono essere redatte in modo tale da passare il vaglio dei revisori e dei tecnici di Bruxelles.

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La sfida è quindi quella di trovare un compromesso tra le esigenze di flessibilità dei lavoratori e quelle di tenuta dei conti, visto che una norma che non tenga conto delle necessità di pareggio nel bilancio risulterebbe inevitabilmente bloccata in sede europea.

Su pensioni e lavoro serve aprire confronto con il Governo

"La centralità e l'urgenza di un reale confronto sulle scelte da compiere in materia economica e sociale è sotto gli occhi di tutti" ha concluso il Presidente della Commissione lavoro alla Camera Cesare Damiano, spiegando che "ci giochiamo il futuro del Paese".

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Le discussioni sulla riforma della previdenza si protraggono infatti orma da diversi anni, mentre i Governi che si sono succeduti fino ad ora sono intervenuti solo con provvedimenti estemporanei e con salvaguardie ad hoc. Resta invece ancora disatteso un provvedimento di larga portata, seppure richiesto da una molteplicità di lavoratori, con situazioni di stallo e disagio spesso molto diverse tra di loro.

Pensioni, lavoratori chiedono una misura di apertura strutturale per correggere la legge Fornero

Stante la situazione, appare evidente la necessità di una misura strutturale in grado di andare incontro ai tanti lavoratori rimasti bloccati dall'irrigidimento dei requisiti anagrafici e contributivi avvenuto con la Riforma Fornero del 2011, a partire dei cosiddetti precoci fino agli esodati non salvaguardati, alle lavoratrici con opzione donna, ai quota 96 della scuola, a chi ha svolto lavori usuranti e più in generale a tutti coloro che sono rimasti disoccupati in età avanzata e che risultano troppo anziani per reinserirsi e troppo giovani per poter accedere alle tutele dell'Inps.

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