Siamo ormai giunti alla fine delle ferie estive e, la maggior parte degli italiani ha ripreso a lavorare. Ora, si attende una risposta decisa da parte del governo Renzi, relativamente al tema della pensione anticipata. Il prossimo mese di settembre si inizierà a discutere della Legge di Stabilità 2016 che, prima della fine dell'anno, dovrà essere approvata dal Parlamento. Sia i sindacati che le parti politiche sperano che, nella prossima riforma del sistema previdenziale, non ci siano quelle penalizzazioni tanto temute dai lavoratori, prossimi alla pensione.

Si sta valutando ancora l'ipotesi del sistema Quota 100

Ma come si muoverà il governo Renzi sulla riforma del sistema previdenziale? Una delle proposte, arrivata nei mesi scorsi nelle aule parlamentari, è quella del presidente della Commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, il quale ha presentato un ddl, denominato Quota 100, che ha l'obiettivo di portare i lavoratori al pensionamento anticipato, una volta raggiunto il valore 100, quale somma tra età anagrafica e versamenti contributivi. Questa idea, purtroppo, non ha trovato appoggio da parte della maggioranza, a causa dei costi troppo elevati del sistema proposto. Proprio la copertura economica è il punto fondamentale della riforma pensionistica.

Anche Tito Boeri, presidente dell'Inps, ha bocciato questa idea, ovviamente per lo stesso motivo. Ora, sembra che Damiano stia lavorando ad una nuova prospettiva che, probabilmente, presenterà nei prossimi giorni, con la speranza che il premier Renzi la possa prendere in considerazione.

Il sistema Quota 97 con penalizzazioni potrebbe essere una delle ipotesi

Questa idea, in realtà, non è nuova, dato che era stata già presentata nei mesi scorsi. Parliamo della Quota 97 con l'applicazione di penalizzazioni che potrebbero arrivare fino all'8 percento. Si sta valutando, in questi giorni, la necessità di aumentare la penalità prevista, al fine di non pesare troppo sulle casse dello Stato. Ovviamente, il pensionamento anticipato non sarà obbligatorio per i lavoratori.

Ognuno avrà facoltà di decidere se aderire o meno a questo eventuale sistema flessibile, accettando così la perdita di una parte dell'assegno previdenziale.

Boeri ha proposto il cosiddetto assegno universale per gli over 55

Lo stesso numero uno dell'Inps, Tito Boeri, ha evidenziato un'altra proposta che mira ad aiutare quelle persone che hanno gravi problemi economici, con un'eta superiore ai 55 anni: l'assegno universale per gli over 55. Questo contributo dovrebbe essere destinato alle persone che non hanno più lavoro e che non percepiscono gli assegni pensionistici. L'idea è accettata pienamente dall'Unione Europea e darebbe la possibilità al nostro Paese di uniformarsi a quello che avviene già in alcune nazionidel 'Vecchio Continente', come ad esempio in Germania ed in Francia.