Dopo gli scontri e le polemiche sul Jobs act e sulla legge Buona Scuola che hanno portato alle prime fughe dal Pd, un nuovo scontro sulla riforma pensioni sembra preannunciarsi subito dopo l'estate all'interno del partito del premier Matteo Renzi. A dividere sono le varie proposte di revisione della legge Fornero per flessibilizzare l'uscita dal lavoro e rendere più facile l'accesso al trattamento previdenziale in anticipo rispetto a quanto previsto dalle attuali norme previdenziali.
Previdenza, Damiano a Morando: su flessibilità non prendere in giro
A riaccendere lo scontro tra minoranza dem ed esecutivo è stato il viceministro dell'Economia ribadendo che l'eventuale introduzione di nuove modalità di accesso alla pensione anticipata a sessantadue anni si deve autofinanziare con le penalità sugli assegni pensionistici. A bocciare la proposta è il parlamentare dell'area di "Sinistra è cambiamento" Cesare Damiano secondo il quale Morando dovrebbe "fornire - ha scritto oggi un comunicato stampa - qualche spiegazione supplementare, se non si vuole - ha evidenziato l'ex sindacalista della Cgil - che la soluzione proposta si trasformi in una involontaria presa in giro". "Una soluzione ingiusta - secondo il presidente della commissione Lavoro della Camera dei Deputati - e poco attraente per i lavoratori".
Nella soluzione immaginata da Morando, secondo Damiano, le penalità sugli assegni previdenziali dovrebbero attestarsi grosso modo al 30% con un ricalcolo delle pensioni fondato esclusivamente sul sistema contributivo.
Minoranza Pd: prepensionamenti a 62 anni con 35 anni di contributi e l'8% di penalità
Secondo l'ex ministro del Welfare del Governo Prodi servirebbe una manovra previdenziale di giustizia sociale dopo i disastri provocati dalla riforma pensioni Monti-Fornero. Per questo occorre recuperare "qualche decina di miliardi" dai risparmi che si sono ottenuti e si otterranno fino al 2060 dall'attuale legge pensionistica (complessivamente più di 300miliardi di euro) che ha portato a quasi 67 anni l'età pensionabile ingessando di fatto anche l'ingresso dei giovani nel mercato del lavoro.
Per quanto riguarda i costi della riforma pensioni Damiano, tra i primi a proporre già da tempo, con diversi disegni di legge, soluzioni per l'accesso anticipato al trattamento pensionistico, torna a contestare le propose e i numeri forniti dal presidente dell'Inps Tito Boeri durante una recente audizione parlamentare davanti alla commissione Lavoro pubblico e privato di Montecitorio.
La proposta che invece rilancia il deputato della minoranza dem, ritenendola sostenibile dal punto di vista economico, è quella del prepensionamento a 62 anni con 35 anni di contributi già versati e penalità decrescenti a partire dall'otto per cento. Questo, a fine agosto, l'antipasto dello scontro d'autunno nel Partito democratico che già si è spaccato sulla riforma del mercato del lavoro e la riforma della scuola perdendo diversi parlamentari vicini a Pippo Civati e Stefano Fassino che nel frattempo stanno cercando di conquistare spazi a sinistra con due diversi movimenti provano a seguire le orme, in salsa italiana, di Syriza in Grecia e di Podemos in Spagna; sarà possibile anche in Italia? E il Pd perderà altre "anime"?