Ferragosto caldissimo sul versante previdenziale, nonostante i temporali che oggi hanno rinfrescato le temperature da Nord a Sud. Sul web, i lavoratori iscritti al gruppo Facebook "lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti" continuano a postare lo scambio di email avvenuto tra i vari membri e il Presidente dell'Inps Tito Boeri. Le risposte date dal professore bocconiano, in forma privata ai lavoratori, e rese da questi immediatamente pubbliche, sono diventate subito oggetto di nuove e infuocate discussioni.  I precoci, infatti, anche il 15 agosto si sono confrontati attivamente sul gruppo più che mai coeso.

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Ieri il Presidente dell'Inps, rispondendo in modo analogo a differenti lavoratori, aveva già fatto presente che il ddl 857 difficilmente troverà accoglimento nella prossima Legge di Stabilità in quanto costerebbe 2 punti di Pil, oggi sembrano giungere ulteriori conferme negative sull'eventuale via libera della quota 41, vediamo i dettagli delle ultime missive.

Ultime riforma pensioni precoci, oggi 15 agosto: Boeri risponde ai lavoratori e conferma il "no" alla quota 41

Sul gruppo Facebook dei lavoratori precoci M.T, un membro attivo, posta integralmente l'email inoltrata a Tito Boeri e la missiva di risposta ricevuta.

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Pensioni

Il lavoratore suggeriva al Presidente Inps di "mettersi una mano sulla coscienza" e di pensare che a richiedere oggi la pensione dopo 41 anni di duro lavoro, sono quei ragazzini che in passato non hanno potuto, per ragioni personali, godersi l'adolescenza avendo dovuto "rimboccarsi rapidamente le maniche" per aiutare economicamente le loro famiglie ad arrivare alla fine del mese. Ragazzini che non hanno potuto studiare, pur avendone le doti, e che non si sono potuti godere la vita come gli altri coetanei, quegli stessi ragazzi divenuti precocemente adulti con responsabilità, sono gli uomini maturi che oggi "lottano" per ottenere il meritato riposo dopo una vita di contributi versati.

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Nonostante la toccante email, la risposta del Presidente Inps è rimasta negativa ed abbastanza esplicita: "Le Pensioni vengono pagate da chi oggi lavora", dice Boeri, di cui parafrasiamo il restante pensiero. Se concedessimo la quota 41 senza alcuna penalizzazione, come voi precoci richiedete, a farne le spese un domani saranno milioni di ragazzini che non avranno più futuro, in quanto, con tasse e contributi che portano via più del 60 per cento di ciò che producono non riusciranno più a trovare un impiego.

Il lavoratore precoce, indignato e basito dalla risposta, ha nuovamente scritto a Tito Boeri dicendo che i lavoratori non si arrenderanno, perché non è certamente colpa loro se in passato sono state concesse le baby pensioni a 19 anni 6 mesi e 1 giorno, ed oggi non ci sono più soldi per concedere la quiescenza a quanti hanno già versato ben 41 anni di contributi ed hanno il sacrosanto diritto di andare in pensione.

Come finirà la "battaglia" intrapresa sul web, i lavoratori precoci riusciranno a smuovere le resistenze di Boeri e a convincere l'esecutivo Renzi della bontà del ddl 857 di Damiano?

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