“Il confronto sulla flessibilità in uscita è un qualcosa che deve essere affrontato nell’immediato e il confronto, dunque, deve essere avviato il prima possibile”, a sostenerlo è la leader della Cisl, Annamaria Furlan che aggiunge “è tempo di prendere le decisioni; attendiamo una convocazione da parte del Ministro del Lavoro”. Come riportato da PensioniOggi, il segretario generale della Cisl, ha chiesto al Governo di convocare le parti sociali per le modifiche e sui temi relativi alla riforma della legge Fornero.

I sindacati stanno con Damiano per le quote 100 e 41 per ciò che concerne la flessibilità in uscita

Le proposte per l' uscita più flessibile della quota 100, presentata dal presidente della commissione lavoro della Camera Cesare Damiano, ex Cgil ed ex ministro del lavoro del governo Letta, ora esponente di spicco della minoranza del partito democratico, e dell’uscita con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci, indipendentemente dall’età anagrafica sono quelle che godono dei favori del sindacato e degli stessi lavoratori interessati.

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L'esecutivo di Matteo Renzi, o meglio i tecnici ragionieri dello Stato non sarebbero troppo propensi a simili ipotesi di flessibilità, considerato il costo per i conti pubblici. Si parla infatti di circa 10 miliardi di euro.

E il governo da che parte sta? I disoccupati ultra 55enni sono l'obiettivo prioritario?

Il governo sarebbe più favorevole a garantire il reddito minimo agli ultra 55 anni che sono senza lavoro e in condizioni di bisogno. Da parte dell'esecutivo era già stata studiata una tale misura, ma si è dovuto rinunciare dopo che a seguito la sentenza della Consulta sulla perequazione si è dovuto provvedere a stanziare 2,2 miliardi per restituire parte degli arretrati ai pensionati.

Rimborso che, come era stato garantito, sta avvenendo in questi giorni. Come risolvere allora il problema? I sindacati e non solo loro, insistono. Vogliono un confronto con il governo per cercare assieme una soluzione che possa andar bene a tutti e prima della discussione in autunno e della conseguente approvazione della legge di stabilità 2016.

Il piano Boeri sul contributivo è veramente accantonato?

I sindacati vogliono scongiurare l’ipotesi portata avanti da Tito Boeri, che prevederebbe di usare i meccanismi del sistema contributivo per la flessibilità in uscita.

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Il piano Boeri, però, avrebbe dalla sua nessuna ripercussione sui conti pubblici, ma con una forte penalizzazione delle Pensioni che i sindacati hanno prefigurato dal 20 al 30 %. E' un bel problema. Chi la spunterà? Si riuscirà a trovare la quadratura del cerchio? Su chi dovrà ricadere il risanamento dei conti pubblici e previdenziali in particolar modo? Voi cosa ne pensate?

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