Proseguono i dibattiti sulla riforma Pensioni precoci, i lavoratori non intendono far 'calare il sipario' sulla loro situazione, anzi sono determinati più che mai ad ottenere la quota 41 senza penalizzazione. Il loro 'paladino' Cesare Damiano ha depositato da tempo la proposta di legge numero 857, da loro più che gradita, in quanto garantirebbe:

  • ai precoci di potersi ritirare con una quiescenza piena dopo aver versato 41 anni di contributi indipendentemente dall'età anagrafica del richiedente
  • consentirebbe a tanti di accedere alla pensione anticipata a partire da 62 anni e 35 di contributi a fronte di 'piccole' decurtazioni ( 2% per ogni anno di anticipo rispetto ai 66 attualmente richiesti dalla Legge Fornero).

Purtroppo però le ultime dichiarazioni rilasciate da Treu, intervistato da Pietro Vernizzi, non fanno presagire nulla di buono sul sistema delle quote considerato troppo oneroso per le Casse statali. Vediamo i dettagli dell'intervista.

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Ultime pensioni precoci, riforma alle porte: Treu no quote, precoci pronti a tutto

Nell’ultima intervista, infatti, Tiziano Treu ha fatto presente che potrebbero essere prese in considerazione tre alternative, se si volesse riformare la Legge Fornero senza gravare troppo sull’Inps, ma della quota 41 nemmeno l’ombra. Tra queste ha elencato:

  • il part time per gli anziani al fine di far entrare i giovani nel mercato del lavoro,
  • il prestito Inps ( il famoso prestito ponte voluto da Giovannini e Poletti) che consentirebbe di andare in pensione prima contraendo un prestito con l’Inps da rendere una volta maturati i requisiti pensionistici richiesti,
  •  il via libera all’uscita anticipata con penalizzazione dell’ordine del 4-5% per ogni anno di anticipo.

I lavoratori precoci basiti dalle proposte, che non intendono sentir parlare di decurtazioni dopo una vita di lavoro e di versamenti, sono davvero disposti a tutto.

L'ultima proposta riguarda quella di organizzare un flash mob o di presentarsi con una fascia con su scritto quota 41 a Roma in P.zza San Pietro prima dell'Angelus di Papa Francesco . Lo scopo del tutto pacifico, per ora, sarebbe quello di incuriosire le troupe televisive e di ottenere uno spazio in una diretta tv al fine di potersi confrontare pubblicamente con gli esponenti politici.

Chiaro che i lavoratori stanno perdendo la pazienza e consigliano al Governo Renzi di non tirare troppo la corda.

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Le situazioni famigliari sono per alcuni arrivate al limite finanziario. Vi sono poi persone malate ed esauste ed altre che hanno necessità di occuparsi di parenti anziani non più autosufficienti, per non parlare di quelle rimaste senza reddito e senza lavoro. I ddl 857 di Damiano risolverebbe molti dei nodi critici aperti sul versante previdenziale, si confida dunque che il Governo ne tenga in considerazione, altrimenti, ipotizziamo, in base a quanto ci hanno detto in privato i lavoratori con cui siamo in contatto, che si andrà incontro ad un ‘autunno’ molto caldo!

 

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