Susanna Camusso, all'indomani del dietrofront di Renzi sulle pensioni, si è detta contraria alla decisione del Governo perché la legge Fornero è ingiusta e costringe i lavoratori a rimanere forzatamente al lavoro. E questo perché l'attuale governo non intende discutere con le parti sociali e, la decisione di fare una riforma a costo zero, secondo la Camusso non ha senso. Inoltre, aver chiuso la porta anche agli esodati dimostra come questo governo non tenga conto del disagio dei lavoratori e del mancato ricambio generazionale. La scelta di Renzi di puntare al taglio delle tasse sulla casa e non quelladi operare sull'Irpef e sull'Ires nei prossimi anni è grave.

Per Camusso mettere sullo stesso piano le case acquistate in 30 anni di mutuo e le ville di prestigio stabilisceun provvedimento "profondamente diseguale" e una "politica non di sinistra". L'intenzione del Governo di abolire con la Finanziaria 2016 l'Imu e la Tasi secondo la leader della Cgil è profondamente sbagliata mentre, a suo parere, si dovrebbe puntare sulla riforma fiscale che rimetta al centro la progressività.

Tito Boeri propone la sua formula.

il presidente dell’Inps, Tito Boeri, rilancia la sua proposta, che a suo dire non è basata sul ricalcolo contributivo dell’assegno. Duranteun incontro a Bruxelles Boeri ribadisceche il taglio ipotizzato dell’importo pensionistico non è del 30 % ma avrebbe una penalizzazione che dovrebbe attestarsi intorno al 3-3,5% per ogni anno di anticipo rispetto all’età pensionabile.Un calcolo basato sul sistema contributivo ma,nonsu tutti gli anni di lavoro, per chi ha una parte della carriera calcolata con il retributivo.

Questovuol dire che la penalizzazione è basata sul numero di anni per i quali si percepisce l'assegno. In pratica ogni anno di lavoro in meno comporta una riduzione dell'assegnotenendo conto sia della demografia che dell'andamento dell'economia. Il taglio si traduce in una forbice che va dal 3 al 15 % in base agli anni di lavoro non lavorati.

E mentretutti sollecitano Renzi a riaprire il dossier per inserirlo nella legge di Stabilità il governo sembra non ascoltare le voci che vorrebbero una riforma con tempi di attuazione piuttosto brevi. Una situazione insostenibile per chi è in attesa di conoscere il suo futuro e per chi spera di potersi inserire nel mondo del lavoro. Il Governo dovrebbe capire che la pazienza dei cittadini è agli sgoccioli e non si può sempre rimandare la soluzione mettendo in cima altre priorità che a tutti sembrano semplicemente proposte elettorali.