Il presidente del consiglio Renzi nei giorni scorsi aveva fatto la voce grossa invitando i due duellanti, il ministro all'economia Padoan e il ministro Poletti, a trovare un accordo per la flessibilità in uscita, i cui interventi condivisi sarebbero stati inseriti nella legge di stabilità 2016, andando così incontro alle pressanti richieste che gli giungono da ogni dove. Ma pare proprio che il suo invito sia caduto nel vuoto, non per motivi di incompatibilità di carattere, non per motivi politici ma, guarda caso, per motivi economici.

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Ecco perchè l'invito di Renzi a Poletti e Padoan può cadere nel vuoto

Anche se la flessibilità all'interno del patto di stabilità si sia “ammorbidita” in sede Unione Europea dell'1%, nell'aggiornamento al documento di economia e finanza (Def) approvato dal Consiglio dei ministri, non si trova traccia di proposte di riforma di Pensioni.  Nella nota di aggiornamento si trova l'eliminazione della Tasi, dell'imposta sui terreni agricoli e sui macchinari "imbullonati", lo stanziamento di fondi per la rivalutazione al 50% dal 1°gennaio per le pensioni interessate dal bonus Poletti. Troviamo anche una novità di non poco conto: la lotta alla povertà per le famiglie a basso reddito con figli minorenni.

Nulla però sulle pensioni.

Padoan non è per interventi sulle pensioni ma per chi è vicino al pensionamento senza lavoro

Il Padoan pensiero circa le prestazioni pensionistiche è noto: esse devono essere legate al tempo di lavoro e alla aspettativa di vita. Si può però derogare da questo principio solo per chi si trova vicino alla pensione e senza prospettive concrete di occupazione, pur in un equilibrio di finanza pubblica. Insomma Padoan dice no alla modifica strutturale delle norme restrittive contenute nella legge Fornero del dicembre 2011 e tuttora vigente ma si dimostra disponibile per chi è in difficoltà di lavoro.

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Chi ha perso il lavoro e, essendo vicino all'età pensionistica, non riesce a trovare altra occupazione può sperare su interventi a suo favore.

Padoan stesso ipotizza per questi lavoratori in disagio, un anticipo di 2 o 3 anni sull'età prevista oggi dalla Fornero e che non può più utilizzare ammortizzatori sociali come il Naspi e l'Indennità di disoccupazione per i lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa e a progetto. Tali misure potrebbero essere anche strutturali e, secondo sempre le intenzioni di Padoan, potrebbero chiudere anche la questione settima salvaguardia.

Allora per lavoratori esodati e per le lavoratrici con l'opzione donna non vi è alcuna speranza di andare in pensione per quest'anno? Per Renzi si profila un vero ko tecnico? E voi cosa ne pensate? Ditelo commentando la notizia, intanto per essere aggiornati cliccate su “segui” posto in alto sopra al titolo.