Continua il periodo di grandi novità riferito ai possessori di Partite Iva che sfruttano il Regime dei Minimi. Quello messo in atto dal governo Renzi è un vero e proprio balletto: prima la riforma entrata in vigore con la Legge di Stabilità 2015 - quando il tetto di ricavi fu abbassato da 30 a 15mila o 20mila euro e l’imposta forfettaria passò dal 5 al 15% -, poi il retrofront di queste ore, con il sottosegretario all’Economia Zanetti ad aver parlato di una nuova configurazione che in sostanza riproduce la vecchia.

Il parlamentare di Scelta Civica ha evidenziato come il governo stia pensando a costruire un Regime dei Minimi 2015-2016 ‘nuovo’ che consenta alle neonate attività di sfruttare i vantaggi del vecchio modello: le ultime news aggiornate ad oggi 28-09 ci dicono infatti che il tetto dei ricavi dovrebbe tornare a 30mila euro, con l’imposta che per le nuove aziende dovrebbe spostarsi dal 15 al 5%. A non convincere per nulla è l’atteggiamento tenuto dal Premier Renzi e da Zanetti, che vorrebbero far passare la configurazione che sta per arrivarecome un nuovo modello.

Non c’è niente di più lontano dalla verità, l’Esecutivo sta semplicemente mettendo una toppa.

Novità Partite IVA e Regime dei Minimi 2015-2016, news oggi 28 settembre: si torna al passato, presto un tax day

Il peccato originale contro le Partite Iva è stato commesso nel gennaio di quest’anno, quando la Legge di Stabilità ha introdotto il nuovo Regime dei Minimi 2015: in quell’occasione il limite di ricavi fu spostato da 30 a 15mila euro (cosa che per molti ha fatto si che si concretizzasse lo spettro della povertà), mentre l’imposta forfettaria triplicò passando dal 5 al 15%.

Logica conseguenza di un simile stato di cose la non apertura di nuove Partite Iva a Regime dei Minimi, col governo Renzi che già in quell’occasione fu costretto a rimediare stabilendo la contemporanea presenza del nuovo e del vecchio regime. Una coabitazione che scadrà nel dicembre del 2015, e dal 2016? Le ultime news aggiornate ad oggi 28 settembre ci dicono che il Regime dei Minimi 2015-2016 sarà riscritto, col ‘nuovo’ modello a tornare all’antico: di nuovo reddito fino a 30mila euro e di nuovo imposte al 5% (cui bisogna comunque affiancare i costi dell’INPS per comprendere a quanto del proprio reddito annuale bisogna effettivamente dire addio).

E’ un ritorno al passato in piena regola, un errore che il governo Renzi sta cercando di far rientrare. Nessuna concreta novità dunque ma solo un ripensare i passi compiuti (tra mille polemiche) meno di 12 mesi fa. L’unica concreta novità, stando almeno a quanto sostenuto da Zanetti, è l’introduzione di una sorta di tax day, cioè di una scadenza unica entra la quale poter far saldare determinati tipi di imposte.

Una mossa che il membro di Scelta Civica ha spiegato con la volontà da parte del governo Renzi di ‘semplificare gli adempimenti burocratici connessi al pagamento delle imposte’.

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