La data del 9 settembre si avvicina molto velocemente, un giorno molto importante relativamente alla riforma del sistema previdenziale. Infatti, in Commissione Lavoro alla Camera si voterà per consentire la proroga dell'Opzione Donna, ma sarà anche l'occasione per discutere di precoci e, soprattutto, di lavoratori Quota 96.

Circa 4.000 lavoratori del comparto scuola aspettano una decisione del governo

Ricordiamo che i lavoratori Quota 96 sono i docenti e personale Ata del comparto scuola che, nonostante abbiano già maturato i requisiti pensionistici da ormai tre anni, sono costretti a rimanere in servizio a causa di un errore presente nella nella Fornero.

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La riforma, attualmente in vigore, approvata nel 2011 ed entrata in vigore l'anno successivo, ha fatto confusione tra anno scolastico è quello solare. Per questo motivo, i circa 4.000 lavoratori Quota 96 sono stati costretti a tornare dietro una cattedra oppure negli uffici degli istituti scolastici dove svolgono la loro attività lavorativa. Mercoledì 9 settembre, potrebbe essere l'occasione buona per risolvere definitivamente la questione.

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Quasi certa la proroga dell'Opzione Donna al 31 dicembre 2015

Altro argomento fondamentale, di cui abbiamo accennato nella prima parte dell'articolo, è la proroga del sistema contributivo donna al 31 dicembre 2015. Se dovesse essere confermata l'intenzione da parte del governo Renzi, le donne lavoratrici che hanno un'età di 57 anni (58 anni per le autonome) e 35 anni di contributi, potranno usufruire di questa agevolazione per la pensione anticipata, a condizione però che il conteggio degli assegni previdenziali avvenga con il meno conveniente calcolo contributivo (con una probabile decurtazione del 20/30 percento).

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Pensioni

Fino a qualche giorno fa, si nutrivano forti dubbi sulla copertura di questo regime sperimentale, introdotto da Roberto Maroni nel 2004. Il ministero del a Lavoro, dopo un'attenta analisi, ha confermato la disponibilità delle risorse economiche per giungere alla proroga del provvedimento. Proprio in considerazione del fatto che la disponibilità economica sarebbe pari a circa un miliardo di euro, il presidente Inps, Tito Boeri, vorrebbe introdurre questa normativa anche agli uomini e a tutte quelle persone con un'invalidità compresa tra il 46 e il 74 percento.

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