In questi giorni a Viterbo il PD ha organizzato un Convegno sulla Buona Scuola. Già una settimana prima, durante i lavori di un altro Convegno, il Giudice Onorario Ferdinando Imposimato aveva duramente attaccato la tanto discussa riforma scolastica voluta da Renzi, ritenendo la stessa una legge 'vergognosa' in quanto scritta troppo frettolosamente e persino male. Lo stesso Imposimato enuncia alcuni importanti motivi ritenuti incostituzionali e contenuti nella discussa riforma scolastica in vigore. Insomma, un uomo esperto dal punto di vista costituzionale critica ampiamente l'impostazione strutturale della Legge 107/2015, scritta, secondo lo stesso, non tendendo conto dei reali diritti costituzionali degli operatori della scuola

Al Convegno di venerdì 18 e sabato 19, organizzato stranamente dal PD, sono stati invitati oltre che i maggiori esponenti del partito democratico nazionale anche il Presidente della Fondazione Agnelli, Andrea Gavosto, che è anche un noto esponente e membro della Commissione Cultura di Confindustria, l'associazione degli Industriali italiani.

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Quello che ha allarmato sin da subito il mondo della scuola e molte sigle sindacati è stato la presenza della Federazione Industriale negli appuntamenti importanti dedicati alla scuola, visto l'inopportuno e illogico 'sposalizi'o tra questi due settori sociali: la scuola e l'industria. In effetti questi mondi non hanno mai avuto molto a che fare tra loro. Ma Renzi è riuscito persino a unire questi due settori distanti migliaia di chilometri.

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Un fatto strano ed eccezionale risulta, per molti, anche la costituzione di una Commissione Cultura all'interno di una Associazione di Industriali. Evidentemente qualcuno riesce a vedere alleanze che mai prima si pensava di sognare. Ma subito, affiora un interessante ricordo: il Presidente Gavosto nei mesi scorsi era quello che lodava Renzi a proposito della sua proposta sul Dirigente Scolastico tutto fare, con autonomia decisionale, pronto a sbattere fuori dalla scuola chi non gli andava a genio.

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Ecco spiegata la sua presenza come illustre ospite.

Ritornando alle critiche anticostituzionali di Imposimato verso la legge 107/2015, considerata 'oscena' e 'inemendabile'. Lo stesso Giudice dichiara che all'interno dell'unico articolo della riforma Buona Scuola permangono almeno 7 motivi per ritenerla scarsamente costituzionale: 1) la riforma ha, di fatto, cancellato le scuole pubbliche dell'infanzia; 2) nella riforma è contenuto un forte pericolo del 'clientelismo' tra i Presidi, i vari esponenti politici e l'Industria, ai danni dei poveri insegnanti che si vedranno 'scelti' da una figura con troppo potere autocratico e decisionale; 3) un piano di assunzione troppo perentorio, coatto e imperniato sui tanti trasferimenti forzosi; 4) la riforma riesce, secondo il Presidente della Cassazione, a rendere nuovamente precari persino i docenti di ruolo, senza che gli stessi possano vantare i propri diritti acquisiti nei lunghi anni di servizio; 5) la vergognosa proposta di alternanza scuola - lavoro, accrescerebbe più lavoro nero e non retribuito ai danni degli studenti; 6) con la legge 107/2015 si correrà il rischio di azzoppare e cancellare definitivamente la 'libertà' dell'insegnamento didattico e disciplinare; 7) infine, le maggiori critiche che il Presidente Onorario della Cassazione rivolge alla riforma del Premier Renzi, sono rivolte alla vergognosa situazione delle 'scuole paritarie', le quali ottengono innumerevoli finanziamenti da parte del Miur, mentre si assiste inermi al degrado e al dissanguamento delle risorse economiche nella scuola pubblica, tutto giustificato tacitamente in nome e per conto della solita 'spending review'.

 

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