A seguito del dietro front del Governo in materia di flessibilità, che avrebbe permesso il pensionamento anticipato contro una penalizzazione sull'importo dell’assegno previdenziale, liberando così preziosi posti di lavoro, i sindacati protestano vivamente contro l’ennesima promessa del Governo non mantenuta, che a loro dire preclude l’accesso ai giovani nel mondo del lavoro. Annunciano dure proteste i sindacati di categoria a seguito del ripensamento su alcuni punti della Legge di Stabilità 2016, dalle riforme sul lavoro al reclutamento del personale della Scuola ancora in fase di espletamento per l'anno 2015/2016.

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Flessibilità sì, ma a costo zero: le richieste del premier Renzi - Dure le proteste dei sindacati di categoria a seguito del clamoroso ripensamento del Governo in materia di flessibilità, che inizialmente era stata inserita nella prossima discussione parlamentare sulla Legge di Stabilità 2016 in preparazione proprio in questi giorni, ma che all'ultimo minuto il Governo ha posticipato al prossimo anno per mancanza delle relative coperture finanziarie.

Il premier Renzi è tornato sull'argomento, e dallo studio televisivo di Porta a Porta dichiara che quello della flessibilità sul lavoro è un traguardo raggiungibile, a patto che non gravi ulteriormente sulle già disastrate casse pubbliche. Il Presidente del Consiglio dichiara che il problema della flessibilità è quantificare a che percentuale dell’assegno previdenziale sono disposti a rinunciare i lavoratori al fine di poter uscire anticipatamente dal mondo del lavoro, affermando fortemente che la riforma delle Pensioni che permetterebbe maggiore flessibilità in uscita dal mondo del lavoro è possibile, ma che dovrà essere realizzata a costo zero.

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A proposito dei tempi di realizzazione dei meccanismi necessari, afferma che il Governo è pronto a occuparsene già dai prossimi mesi. Intanto, si fanno sentire le principali associazioni nazionali a tutela dei lavoratori, che giudicano indispensabile affrontare la questione della riforma delle pensioni nella Legge di Stabilità, anche se il Governo sembra intenzionato a proseguire per la sua strada. Secondo i sindacati, è necessario introdurre maggiore flessibilità al fine di venire incontro a quei lavoratori in procinto di pensionamento, e contemporaneamente, consentire l’accesso al mondo del lavoro ai giovani, penalizzati dagli alti tassi percentuali di disoccupazione

Piano straordinario assunzioni: solo un docente su tre ha accettato l’incarico - Anche se per rispondere alla mail del ministero, i docenti hanno tempo fino all'undici di settembre, a oggi solo uno su tre ha accettato la proposta di assunzione.

Molto probabilmente, la maggior parte dei docenti aspetterà gli ultimi momenti utili per confermare la propria adesione, e sicuramente per la maggior parte dei docenti la scelta è vincolata ai trasferimenti ai quali dovranno sottostare. A oggi, ad accettare l’incarico sono stati circa 3.700 docenti, con i termini per accettare o rifiutare la proposta di assunzione relativa alla fase B in scadenza alle ore 23:59 del prossimo 11 settembre. Considerando che le assunzioni proposte sono circa 9 mila, a oggi le adesioni sono state veramente limitate.

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Molti docenti si trovano nella difficile scelta tra la regolarizzazione del posto di lavoro, e il trasferimento lontano da casa e dalla propria famiglia. Attraverso il portale dedicato al piano Straordinario di Assunzioni, il ministero afferma nuovamente che i docenti che rifiuteranno l’assunzione, saranno cancellati dalle graduatorie a esaurimento, perdendo ogni diritto acquisito in questi anni. Anche in questo caso i sindacati sono contrariati dalle decisioni del Governo, predisponendo appositi uffici legali al fine di assistere i docenti in caso di contenziosi con il Ministero

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