Terminata la pausa estiva riprendono le discussioni sulla riforma previdenziale italianae si accelerano i tempi per poter inserire le modifiche alla legge Fornero nella prossima Legge Finanziaria(la Legge di Stabilità). Sinora il dibattito parlamentare è stato piuttosto intenso; di contro nessuna decisione è stata presa dal presidente del Consiglio Matteo Renzi, il quale ha dichiarato, in più di un'occasione, di voler arrivare ad una riforma delle pensioni basata sulla flessibilità per dare la possibilità ai lavoratori di usufruire dell'uscita anticipata dal lavoro.

L'Unione Europea contraria alle modifiche sulla Fornero

La cosa non è certa visto che siamo ancora alla fase di studio, per ora è stata solo "confermata", o meglio fortemente proposta, dal presidente Inps Tito Boeri e dal ministro dell'Economia Padoan l'applicazione di penalità sugli assegni previdenziali. La pensa in questo modo anche l'Unione Europea che non accetta di buon grado le modifiche da apportare alla legge Fornero, riforma del 2011 che fu in grado di dare la necessaria sostenibilità economica in un periodo di grave crisi finanziaria. Eventuali tagli alla spesa pubblica sono, invece, visti favorevolmente sia da Bruxelles che dai tecnici del ministero dell'Economia e dell'Inps. Proprio in queste ore sono giunte dichiarazioni, che hanno fatto un certo effetto, da parte dell'ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero, la quale è favorevole ad una modifica della riforma da lei voluta,ma con tagli più consistenti rispetto a quelli ipotizzati da Cesare Damiano.

Bruxelles: 'Non pesare sulle casse dello Stato'

Si tratterebbe di applicare una penalizzazione del 3-3,5 percento per ogni anno di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia, forse troppo per quei lavoratori già 'vessati' dall'attuale normativa. L'Unione Europea, nel frattempo, potrebbe essere anche d'accordo nell'apportare modifiche alla legge pensionistica, con una raccomandazione però: non pesare sulle casse dello Stato. L'atteggiamento sin qui mostrato dal premier è stato piuttosto attendista. Probabilmente Renzi aspetta il resoconto da parte del ministero dell'Economia e dei tecnici dell'Inps sulla reale situazione economica dell'Italia prima di decidere eventuali azioni che possano influire sulla finanza pubblica. L'impressione è che, quasi sicuramente, una modifica della previdenza dovrà passare dall'applicazione di penalità sugli assegni, più o meno pesanti.