Il tanto atteso Bonus di 500 euro per l'autoformazione degli insegnanti finalmente arriverà in questi giorni a tutti i docenti a tempo indeterminato, anche part-time, compresi i neoassunti in fase C.

Come sarà pagato il Bonus?

L'operazione era prevista fin dal 23 settembre dal DPCM che introduceva la 'Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del docente di ruolo delle Istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado'. Nell'area privata del portale NoiPA, utilizzata dai docenti per visualizzare i cedolini degli stipendi, sarà pubblicato un apposito cedolino aggiuntivo associato al pagamento del Bonus che, non trattandosi di reddito imponibile, non verrà tassato.

Chi ha diritto al Bonus?

Oltre ai docenti già di ruolo, successivamente riceverà il Bonus anche il personale immesso dopo il 9 ottobre. Non lo riceverà chi ha un contratto che scade nel corso dell'anno scolastico. Viene inoltre escluso dal Bonus il personale educativo e quello del comparto AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica). Dati i grandi numeri della scuola italiana, riceveranno il Bonus circa 760.000 docenti, per un costo complessivo di circa 380 milioni di euro.

Come si può spendere il Bonus?

Come previsto dalla Legge 107/15, la cosiddetta Buona Scuola, i 500 euro potranno essere spesi per acquisto di libri, cartacei o digitali, pubblicazioni e riviste utili all'aggiornamento professionale, hardware, software, corsi di aggiornamento e universitari, compresi post laurea e master, teatro, cinema, mostre, musei e altre iniziative coerenti con le attività previste dal POF della scuola.

Cosa faranno i docenti del Bonus?

Sarà interessante fra un anno conoscere come sarà stato speso effettivamente il Bonus dai docenti. Per ora dobbiamo accontentarci di un interessante sondaggio fatto da Orizzonte Scuola, da cui si deduce che quasi due terzi dei docenti intendono spendere i 500 euro per acquisti informatici (hardware e software). Circa un insegnante su sette pensa di spenderli per iscrizioni a corsi di formazione (esclusi ovviamente i corsi finanziati dal MIUR) e circa un docente ogni dieci pensa a spese legate a spettacoli e musei.

Rimborsare le spese per spettacoli e musei sembra un privilegio dei docenti, ma non dimentichiamo che una professionalità complessa in ambito culturale ha bisogno quotidiano di formazione, anche in ambito informale. Inoltre un rimborso anche parziale di spese per la formazione, formale e strutturata, e per l'acquisto di strumenti informatici è un primo tentativo di affrontare una situazione scandalosa che di fatto obbliga i docenti a dotarsi autonomamente degli strumenti di lavoro essenziali (qualcuno conosce un altro dipendente pubblico che acquista dal cartolaio la penna per scrivere?).

Cosa accadrà a chi non rendiconterà le spese?

I docenti dovranno conservare ricevute e scontrini per documentare le spese sostenute entro il 31 agosto 2016. Le modalità precise della rendicontazione saranno spiegate dal Miur con nota successiva. Dal 2016-17 sarà distribuita ai docenti una speciale carta elettronica prepagata, su cui verrà accreditato il Bonus. Se un docente non documenterà spese di formazione per un totale di 500 euro, nel 2016-17 riceverà un bonus inferiore. Per esempio, un docente che rendiconterà spese per un totale di solo 350 euro (150 in meno dei 500 ricevuti), nel 2016-17 riceverà una carta prepagata con 350 euro, invece di 500.

Potrà addirittura verificarsi un caso limite: nel 2016-17 il Bonus non sarà erogato a un docente che nel 2015-16 non avrà rendicontato nulla, o avrà rendicontato spese per ambiti doversi da quelli ammissibili.

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