Quali novità per la pensione anticipata ad oggi, 7 ottobre 2015? Si ritorna a parlare di prestito pensionistico, una delle idee di riforma Pensioni che è sempre piaciuta meno ma che, periodicamente, torna al centro del dibattito. Le ultime notizie vedono il Governo Renzi impegnato nell’individuazione di un meccanismo che preveda una cospicua partecipazione delle aziende nel programma complessivo di prepensionamento: si tratterebbe solo di un’ipotesi, che appare già difficilmente praticabile e, soprattutto, poco conveniente per imprese e lavoratori.

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Ultime notizie pensione anticipata, novità ad oggi 7 ottobre 2015

Il prestito pensionistico permetterebbe un’uscita anticipata dal lavoro con una riduzione dell’assegno e l’erogazione da parte dell’azienda di una quota della pensione, oltre che il pagamento da parte della stessa dei contributi previdenziali. Lo Stato avrebbe un ruolo, in pratica, solo residuale così da abbattere i costi per la collettività. L’Inps, in particolare, si farebbe carico solo dei disoccupati in età avanzata ai quali, comunque, verrebbe chiesto un sacrificio per il prepensionamento attraverso un taglio dell’assegno.

Pensione anticipata 2015, ultime novità
Pensione anticipata 2015, ultime novità

L’idea della pensione anticipata con il prestito pensionistico descritto appare poco realizzabile per una serie di motivi:

  • costerebbe troppo: le aziende difficilmente potrebbero fare da banca al posto dello Stato, accettando una restituzione del prestito tramite prelievi sulla pensione spalmati sul lungo periodo. Anche il lavoratore, poi, a fronte di una pensione potenziale già bassa, dovrebbe ulteriormente tirare la cinghia;
  • così è troppo semplice: dov’è l’impegno dello Stato? Sarebbe l’ennesima lavata di mani su un tema scottante e troppo sottovalutato;
  • la montagna che partorirebbe il topolino: viste le premesse, in pochi aderirebbero alla pensione anticipata con prestito previdenziale e saremmo nuovamente nella medesima situazione di una platea immensa di persone che chiedono tutela. Un boomerang in termini di consenso per il governo Renzi che, attraverso la promessa riduzione delle tasse, mira proprio a risalire nel gradimento.
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