Proseguono le polemiche di diversi esponenti politici (Fedriga, Simonetti, Rizzetto e Damiano) e dei sindacati dopo le ultime dichiarazioni del Premier. Il Presidente del Consiglio l'11/10 a 'Che Tempo che Fa'  e stamane ai microfoni di Rtl 102,5, ha ribadito la necessità di intervenire sulle pensioni solo nel 2016 "a conti certi". E' importante dice Renzi agire sulle Pensioni, ma non in modo "raffazzonato". Poi prosegue dicendo agiremo sul fronte pensionistico in pochi mesi, ma mi preme "non fare pasticci come in passato: faremo partire con l’Inps un grande lavoro di coinvolgimento degli interessati". Tra i nodi ancora irrisolti oltre alla flessibilità in uscita, restano opzione donna ed esodati.

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Opzione donna: maxi scalone in arrivo

La situazione se non dovesse risolversi per tempo, specie per le donne, rischia di divenire 'esplosiva'. Da gennaio, come si ricorda su 'La Stampa', entrerà in vigore il maxi scalone che porterà tutte le lavoratrici, settore pubblico e privato, a dover lavorare quasi due anni in più. Si dovrebbe almeno affrontare, da subito, la questione dell'eliminazione delle circolari Inps. Damiano, Rizzetto, Simonetti fanno presente, da tempo ormai, che è necessario ripristinare un 'diritto derubato'.

La Legge Maroni prevedeva, infatti, come scadenza originaria del regime sperimentale il 31/12/2015. E' ora tempo di agire, dicono all'unisono, al fine di eliminare questa ingiustizia e ripristinare i termini sanciti dalla legge 243/2004. Eliminando, dunque i limiti restrittivi derivanti dalle finestre mobili e dall'aspettativa di vita. Vediamo nel dettaglio anche l'ultima nota stampa di Simonetti, in cui l'onorevole sprona in Governo ad agire su settima salvaguardia, Quota 100 e opzione donna.

News opzione donna, notizie al 13/10: lavoratrici nel limbo, intervenire per evitare situazione esplosiva

Le lavoratrici iscritte al 'Comitato Opzione donna' attendono che in Legge di Stabilità si ponga fine al loro 'calvario'.

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Per le donne la soluzione fino al 31/12/2015 esisteva già. Non fosse che poi due circolari (35 e 37) dell'Inps hanno dato un errata interpretazione alla Legge, ponendo dei limiti restrittivi che hanno 'congelato' di fatto il regime sperimentale al 2014. La Legge Maroni del 2004 permetteva loro di poter accedere alla pensione anticipata a 57 anni (58 se autonome) con 35 anni di contributi ed un assegno calcolato col metodo interamente contributivo. Un taglio del 30% sull'assegno, ma che consentiva comunque una libertà di scelta, oggi, invece, impedita dalle famigerate circolari.

Se si considera, inoltre, che dal primo gennaio 2016 le donne che lavorano nel comparto privato dovranno lavorare anziché 63 anni e 9 mesi ben  65 anni e 7 mesi; mentre le lavoratrici autonome passeranno dai 64 anni e 9 mesi del 2015 ai 66 anni e 1 mese nel 2016, si può facilmente comprendere come la situazione possa divenire, se non risolta, davvero 'esplosiva'.

Tra i sostenitori dell'opzione donna anche Roberto Simonetti che in una nota stampa dice: "Ho già proposto una norma interpretativa che modifichi quanto diramato dalle circolari dell’Inps, includendo così l’intero anno in corso"  e aggiunge è fondamentale anche "prevedere la proroga al 2018 di questo sistema pensionistico molto utile per le donne che devono accudire una famiglia".

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Tra le battaglie di Simonetti rientrano altresì la flessibilità con Quota 100 (58 anni o 35 di contributi) e la salvaguardia di tutti gli esodati.