Secondo il Presidente dell'Inps,Tito Boeri, serve attuare una misura che si classifichi come l'ultima manovra, la settima: il Tesoro mira a ridurre al minimo le spese per le Casse dello Stato. Mentreil patronatoInca evidenzia la volontà di portare gli assegni minimi ad un importo sopra alla soglia di povertà, Il Governo Renzi sta lavorando duramente per cercare di offrire una forma di flessibilità maggiore per chi deve andare in pensione. Il ministro Giuliano Polettiammette che si stanno valutando diverse opzioni: le ipotesi sono molte, a pochi giorni dalla presentazione della Legge di Stabilità l'unica cosa certa è che i costi non dovranno pesare sullo Stato.

Prestito aziendale: è fattibile?

Il prestito aziendale, già esistente, viene inteso secondo proposte diverse: nella prima gli imprenditori devono trovareun accordo con il dipendente per pagarli una partedella pensione fino a che esso non raggiunga tutti i requisiti per la stessa; inoltre il datore di lavorodeve proseguire nel corrispondere al proprio dipendente tutti i contributi. La somma ricevuta dal dipendente, sotto forma di prestito da parte del datore di lavoro, deve essere dal primo restituita sotto forma ditrattenuta mensile sull'assegno pensionistico.

Nella seconda proposta vediamo il datore di lavoro tenuto a pagare al proprio dipendente un'uscita anticipata. Vera Lamonica, segretario Cgil, ha voluto precisare che questa forma di tutela per il dipendente c'era già grazie alla Legge Fornero, ma che comunque è un'utopia: solo poche aziende, secondo il segretario, sarebbero in grado di sostenere tali costi, a meno che non si tratti di imprese con un organico elevato e quindi con un fatturato corrispondente.

Si paventa poi la possibilità di ricevere un prestito dallo Stato: questa opzione è riservata solo ai dipendenti che sono stati licenziati in un lasso di tempo compreso tra il 2012 ed il 2015. Il dipendente riceverebbe questa forma di aiuto dall'Inps che rientrerebbe del prestito fatto trattenendo una quota mensile sull'assegno pensionistico.

Pensioni troppo basse e bucoInps

L'Inps risulta essere in rosso: nel 2014 il bilancio dell'Istituto nazionale della sociale, ha chiuso il bilancio con ben 12.5 miliardidi euro in meno.

Per quanto riguarda alcuni importi pensionistici l'Inca segnala l'emergenza "soglia di povertà": alcune Pensioni non raggiungerebbe la cifra minima per permettere un tenore di vita dignitoso. Tenendo conto che èstata abolita l'integrazione al minimo del trattamento per chi no ha versato la somma di contributi necessaria al raggiungimento dei 502.89 euro mensili, Inca propone alcuni accorgimenti per risolvere la situazione. Si dovrebbe tenere conto della diversa aspettativa di vita sulla base delle diverse tipologie di lavoro esistente, in particolare un occhi di riguardo va dato ai lavori usurantie si dovrebberoabolite le diversità tra i lavoratori, prima fra tutte la possibilità di accedere alla pensione anticipatamente solo per chi può vantare un importo pensionistico maggiore.

Volontà dell'Inca sarebbe quella di consentire il riscatto del periodo utilizzato per la maternitàfacoltativa, oltre i cinque anni previsti per legge, che sia riunita in un'unica soluzione la valorizzazione retributiva dei periodi figurativi.

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