Cosa fanno i sindacati per la riforma Pensioni 2015? I lavoratori precoci, gli esodati, le lavoratrici interessate all'Opzione Donna, ma anche i pensionati a cui è spettato il rimborso per la mancata rivalutazione della pensione (rimborso minimo come ben si sa) sono molto delusi dall'inerzia dei sindacati, accusati di essere in pratica immobili di fronte alla lacunosa riforma previdenziale che il governo Renzi dice di voler fare ma non fa, con una flessibilità in uscita ventilata per mesi ma rimandata al 2016, con solo un “antipasto” poco convincente come il part-time pensionistico inserito nella Legge di Stabilità, insieme ad una salvaguardia per gli esodati solo parziale e alla proroga dell'Opzione Donna che in realtà è un ritorno al termine originale del 31 dicembre 2015 (inoltre non vengono eliminati i tre mesi in più di età angrafica aggiunti dall'INPS come adeguamento all'aumentata speranza di vita).

Le ultime notizie sulle pensioni che riguardano i sindacati indicano che CGIL, CISL e UIL ancora una volta si dicono pronte a continuare il pressing sul governo e cercare di far “crescere dal basso il consenso” alle loro proposte sulla pensione anticipata, la flessibilità in uscita e la pensione per i lavoratori precoci con la Quota 41 o simili. Si segnala inoltre che la UIL ha fatto ricorso alla Corte Europea per quel che riguarda i rimborsi parziali ai pensionati per la mancata perequazione nel biennio 2012/13.

Ultime notizie pensioni: CGIL, CISL e UIL fanno pressione al governo Renzi, ma con che utilità?

I sindacati confederali hanno organizzato tra il 5 e il 10 ottobre scorsi una mobilitazione nazionale con la presenza di loro presidi in alcune piazze delle principali città d'Italia: in realtà una protesta “soft” a detta di molti e che non ha portato alcun risultato.

CGIL, CISL e UIL si dicono soddisfatte che nella Legge di Stabilità il governo Renzi abbia inserito misure sull'Opzione Donna e la salvaguardia degli esodati(peccato che le/gli interessate/i non siano del tutto convinte/i visto che sono misure parziali, in particolare la salvaguardia esodati che ne tutela circa metà dei rimanenti), sottolineando che essendo interventi a costo zero erano attuabili anche prima (in realtà per l'esecutivo ci sono dei costi, ma il balletto delle cifre è alquanto moviventato).

Rimanendo però insolute le questioni inerenti la Quota 41 per i precoci -comunque della pensione per questi lavoratori-, dei Quota 96 della Scuola, della flessibilità in uscita in generale, i tre sindacati maggiori comunicano congiuntamente che “intendono continuare e rafforzare le iniziative di mobilitazione per cambiare la Legge di Stabilità, sia attraverso l’azione di pressione e confronto politico da condurre, a livello nazionale, nei confronti del Governo, delle Commissioni competenti di Camera e Senato e dei Gruppi parlamentari, sia mediante iniziative territoriali unitarie e diffuse, che facciano crescere dal basso consenso alla nostra proposta”.

Pensioni news: ricorso UIL alla Corte Europea sui rimborsi

La UIL Pensionati (UILP) ha comunicato di aver avviato un'azione collettiva con un ricorso contro il governo Renzi alla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo in quanto ritiene che col decreto 65-2015 sui rimborsi ai pensionati sia stata aggirata la sentenza n° 70 della Corte Costituzionale perchè in contrasto con il diritto a un equo processo e con il diritto al rispetto dei beni (i motivi sono l'azione retroattiva della norma che non rimborsa quanto illegittimamente non percepito dai pensionati, intaccando così la natura patrimoniale della pensione ed il potere di acquisto delle fasce economicamente più deboli).

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Ma è una mossa azzeccata? In caso di vittoria -improbabile, va detto- il governo Renzi dovrebbe trovare altri soldi, e non pochi, tanto da mettere a rischio la tenuta dei conti pubblici e di certo dando la mazzata finale al sistema pensionistico italiano...

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