Pressing sulla riforma Pensioni sia dai gruppi parlamentari di opposizione ma anche dalla maggioranza nell'ambito del confronto sulla legge di Stabilità 2016 all'esame del Senato. Perché soltanto il prepensionamento part-time per gli over 63 per accompagnarli nell'uscita dal lavoro, già previsto dal testo portato in Parlamento dal consiglio dei ministri, non è certamente tra le misure più adatte a risolvere le questioni aperte, in modo particolare per quelle persone avanti con l'età che si ritrovano oggi disoccupati con pochissime possibilità di essere reinseriti nel mondo del lavoro.

Finanziaria 2016 e i nodi da sciogliere sulla riforma pensioni

Per sciogliere i nodi il Governo Renzi e la maggioranza, seppur con prudenza, hanno riaperto la discussione sulla riforma pensioni di cui si sta discutendo in diversi incontri, tra i quali un vertice di ieri a Palazzo Madama. Atteso anche l'incontro tra il premier Matteo Renzi e i gruppi parlamentari del Pd del Senato e della Camera. Ma dalle notizie delle ultime ore emerge che gli interventi sulle pensioni nel quadro della manovra di bilancio potrebbero essere pianificati e varati nel passaggio parlamentare alla Camera dei Deputati e non in quello in corso al Senato della Repubblica.

La questione delle pensioni sarà affrontata dunque con una serie di emendamenti correttivi, nel passaggio tra Palazzo Madama e Montecitorio la maggioranza e l'esecutivo cercheranno di capire se è possibile forzare la manovra inserendo la flessibilità in uscita per la pensione anticipata o se intervenire in modo organico e strutturale il prossimo anno come già annunciato da Renzi e Poletti.

Il pressing di sindacati, opposizioni e maggioranza su Renzi

Da una parte i renziani, più prudenti sulla riforma pensioni anche per non rischiare di "irritare" l'Unione Europea che ultimamente ha più margini di flessibilità sul decifit in considerazione delle spese per i migranti, che vorrebbero evitare di mettere in campo "soluzioni pasticciate" compromettendo anche un intervento più efficace e armonico nel 2016.

Dall'altra la minoranza del Pd che ritiene non più rinviabile gli interventi per flessibilizzare l'uscita anticipata dal lavoro. Anche l'Area popolare guidata da Angelino Alfano, nella maggioranza, sembra orientata in questa direzione. Tra le proposte delle opposizioni quella dell'aumento delle pensioni minime, caldeggiato sia da Forza Italia di Silvio Berlusconi che dal Movimento 5 stelle di Beppe Grillo. I grillini hanno impegnato l'esecutivo, con una mozione, a risolvere la questione del pensionamento degli insegnanti e del personale scolastico della Quota 96 scuola. Ma ormai pare di capire che la discussione slitta comunque nel passaggio alla Camera, dove i numeri sono meno risicati rispetto a quelli del Senato dopo il governo potrebbe rimanere "vittima" di "imboscate" e "franchi tiratori".

Una delle formule che si sta valutando con attenzione nelle ultime ore è quella del prestito pensionistico, ma pare di capire destinato solo agli over 55 rimasti disoccupati. Un nuovo provvedimento sulla previdenza che si aggiungerebbe alla no tax area per i pensionati, alla pensione anticipata con la formula del part time, alla proroga dell'opzione contributivo donna e alla settima salvaguardia esodati, ma che lascerebbe senza risposta le tante proposte di modifiche alla legge Monti/Fornero, eccessivamente rigida per l'uscita dal lavoro e molto penalizzante anche per i giovani, che così hanno meno opportunità di trovare una occupazione.

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