Sul nodo delle Pensioni si registrano nuove dichiarazioni da parte del Governo ed in particolare del Ministro del lavoro Giuliano Poletti, intervenuto per commentare quale situazione si prospetta nei prossimi mesi. Quello legato alla riforma della previdenza sarà comunque un provvedimento ragionato sul lungo termine: "non credo che possa essere un intervento spot" afferma l'esponente dell'esecutivo, che indica anche il percorso da seguire. "Continueremo il lavoro di miglioramento: ci sono delle discussioni già aperte, c'è la possibilità di riflettere sul tema della no tax area per vedere se ce la facciamo ad anticiparla eventualmente al 2016".

Ma sulla flessibilità il Ministro prende tempo, spiegando che "abbiamo bisogno di qualche mese in più per fare una riflessione completa su tutta la materia". Un'ulteriore conferma al fatto che l'arrivo di un meccanismo di pensionamento flessibile non potrà comunque avvenire con la legge di stabilità 2016, attualmente in discussione in Parlamento.

Riforma pensioni, i sindacati chiedono meccanismo di uscita dai 63 anni

Nel frattempo anche i sindacati sono intervenuti sulla questione della flessibilità previdenziale, comparendo in audizione davanti alla Commissione lavoro della Camera.

Le parti sociali hanno sottolineato la disparità generazionale che al momento sussiste nel mondo della previdenza, oltre alle tante problematiche sorte con la legge Fornero ed il consequenziale irrigidimento delle regole di pensionamento. Tra le misure richieste alla politica nella Manovra 2016 in approdo alla Camera, la creazione di una forma di pensionamento anticipato a partire dai 63 anni di età (con 20 anni di contribuzione) e dell'uscita per i precoci con 41 anni di versamenti (indipendentemente dall'età anagrafica).

Infine, è stato sottolineato il problema dell'ancora ristretta diffusione della previdenza complementare, un punto considerato come preoccupante viste le proiezioni sugli importi degli assegni futuri.

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