"Il tema della flessibilità sul pensionamento è all'ordine del giorno, ma bisogna costruire una risposta tenendo presente due vincoli: sostenibilità sociale e compatibilità con la finanza pubblica". Ad affermarlo è il Ministro del lavoro Giuliano Poletti, durante una sua partecipazionealla trasmissione televisiva "Porta a Porta" per la televisione pubblica. Il Governo sembra così voler confermare la propria linea politica sulla questione dei pensionamenti anticipati, relegando solo una parziale misura di tutela all'interno della legge di stabilità 2016 attraverso il cosiddetto part time agevolato.

Un intervento che però avrebbe il grosso limite di poter essere adottato solo in caso di accordi aziendali, fattore che esclude completamente non solo quelle aziende che non hanno un interesse nel ricambio generazionale, ma anche i tantidisoccupati in età avanzata che non hanno più in essere un rapporto di lavoro.

Riforma pensioni 2016, tra i temi caldi vi è anche la questione delle rivalutazioni Istat

Stante la situazione, sul comparto della previdenza sembra dover continuare lostrascico di polemiche e rivendicazioni, anche per la scelta di bloccare nuovamente le rivalutazioni Istat ad una parte della platea dei potenziali beneficiari perlomeno fino al 2018.

Diversa però l'interpretazione del Ministro Poletti, secondo il quale "non sono in vista tagli alle Pensioni", visto che l'iniziativa del Governo miraa tutelare coloro che percepiscono mensilità basse mentre le risorse raccolte saranno comunque indirizzate alla salvaguardia degli esodati e alla sanatoria sulle pensioni anticipate tramite la cosiddetta opzione donna. Nel frattempo, l'esecutivo continua a lavorare su di un intervento di ampio respiro che potrà garantire l'accesso flessibile all'Inps in senso strutturale e che dovrebbe trovare il proprio sbocco nelle discussioni parlamentari del prossimo anno.

Una misura che risulta molto attesa non solo per chi desidera il ripristino di un meccanismo di uscita dal lavoro tramite il sistema a quote, ma anche per i lavoratori precoci che hanno già accumulato decenni di versamenti e che nonostante ciò non possono accedere all'Inps a causa dell'irrigidimento nei criteri anagrafici.

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