La legge 107/2015sulla Buona Scuola va demolita: è questo in sintesi il concetto espresso da Stefano D'Errico, Segretario Unicobas, nel suo esame sulle applicazioni errate che riguardano assunzioni, mobilità e concorso. Come riporta il sito Orizzonte Scuola, D'Errico ha spiegato che anche se la legge prevede che il concorso sia d'ora in poi l'unico mezzo di reclutamento per i docenti, non vi è scritto da nessuna parte che non possa esserci un doppio canale in cui si possa essere assunti non solo per esami, ma anche per titoli.

Parlando di GaE e precariato, D'Errico ha anche espresso il suo parere: “ l’obiettivo della legge 107 è distruggere la scuola pubblica”. Per avvalorare questa dichiarazione, fa l'esempio dei docenti assunti in classi di concorso e ordini di scuola diversi da quelli in cui erano abilitati, a cui poi è stato negato l'anno di prova per mancanza di tutor.

La Buona scuola, che buona non è

Nell'esame veloce che D'Errico fa della legge 107 e delle sue applicazioni, tira in ballo anche la prossima mobilitàe le sue discriminazioni fra docenti che avranno titolarità di sede e docenti che avranno titolarità su ambito.

In particolar modo negli ambiti grandi, un docente potrebbe trovarsi a insegnare su scuole distanti tra loro diversi chilometri. I docenti, dice il segretario Unicobas, “sono gli unici lavoratori a non avere diritto alla sede lavorativa”.

Rifiutarsi di applicare la legge 107 equivale a bloccarla?

Secondo Unicobas, la strada per bloccare la legge 107 è quella dei ricorsi e della non costituzione dei comitati di valutazione.

Il fatto che la Buona Scuola sia ormai legge, spiega D'Errico, non significa niente. Molte leggi dello Stato non sono state poi recepite dalla scuola, come quella del tutor della Moratti. Spetta quindi ai collegi dei docenti decidere di non avvalersi della facoltà di nominare i 2 membri nel comitato di valutazione, al fine di impedire la formazione del collegio perfetto. La legge, infatti, prevede che la nomina sia facoltativa.

'Se i docenti vogliono vedere riconosciuti i loro diritti, hanno il modo per bloccare questa legge', conclude D'Errico.

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