Tutte le paure e le preoccupazioni che hanno accompagnato la nascita del nuovo sussidio di disoccupazione, la Naspi, per quanto riguarda i lavoratori stagionali si materializzeranno nel 2016. Il fatto che il nuovo ammortizzatore sociale fosse penalizzante per questa tipologia di lavoratori è cosa risaputa. Ma se lo scorso anno, il Governo mise una pezza, nel 2016, la durata del sussidio che sarà percepito da questi soggetti, si ridurrà a pochi giorni.

Per gli stagionali, solo tre mesi di sussidio?

La Naspi, come sappiamo, viene erogata in base ai mesi di lavoro che un soggetto ha avuto nel quadriennio precedente la presentazione della domanda. Infatti la Naspi viene erogata per la metà delle settimane lavorate nei 4 anni precedenti. Per un lavoratore che ha avuto una certa continuità lavorativa nei 4 anni di osservazione, cioè abbia lavorato più o meno ininterrottamente, il nuovo ammortizzatore eroga fino a 24 mesi di sussidio. Anche qui però, dal 4° mese di sussidio, scatta la riduzione di assegno del 3% al mese.

Immaginando che ad un lavoratore sia stata concessa una disoccupazione da 1.000 euro al mese, al 24°mese, percepirà poco più di 500 euro di sussidio, che quindi si riduce quasi della metà. Peggio capita ai lavoratori stagionali che per via della natura temporanea del proprio lavoro (4 o 5 mesi all’anno), la metà dei mesi lavorati è già di per se poca cosa. Inoltre, la norma che ha accompagnato la nascita della Naspi, prevede che siano utili al calcolo della durata, solo i periodi non coperti da altri sussidi di disoccupazione.

Quindi, nel computo delle settimane di lavoro, gli stagionali devono escludere i periodi precedenti, se questi hanno già dato luogo ad Aspi, requisiti ridotti e così via. In parole povere, agli stagionali spetterebbe solo la metà delle settimane libere da disoccupazione, cioè quelle che si svolgeranno nel 2016. Immaginando ed esagerando, che il lavoro stagionale di quest’anno duri 6 mesi, al disoccupato spetteranno solo 3 ,mesi di sussidio.

Cosa dice l'INPS

Il Governo, lo scorso anno,resosi contodella evidente discriminazione per gli stagionali, partorì il classico provvedimento tampone. Agli stagionali, che a conti fatti avrebbero avuto un sussidio inferiore ai 6 mesi, fu consentito di inserire nel calcolo anche i periodi precedenti già coperti da un altro ammortizzatore sociale. Il problema è che questo provvedimento, cessava il suo effetto al 31 dicembre 2015.

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Nessuna proroga è stata concessa per il 2016 e nessun provvedimento correttivo è stato ancora emanato perché forse nessuno ne ha voglia. L’Inps infatti, ha certificato tutto con una scheda pubblicata sul suo sito Ufficiale ed intitolata “la tutela della disoccupazione per i lavoratori stagionali”. Nella comunicazione ufficiale l’Istituto, spiega la motivazione che di fatto, ha spinto il legislatore a confermare questa limitazione per questi soggetti.

Secondo l’Istituto, il rapporto tra spesa sostenuta per la disoccupazione erogata negli anni, ai lavoratori stagionali, rispetto a quanto questi soggetti avevano versato in termini di contributi, era troppo sproporzionata a favore dei lavoratori. Da calcoli semplici, un lavoratore stagionale, per ogni euro di contributi versati, riceveva tra sussidio immediato e contributi figurativi 84 euro. Secondo il legislatore quindi, gli stagionali ricevevano troppo e questa tesi sembra avallata anche dall’INPS. Ecco perché in virtù della nuova normativa, l’esborso viene sostanzialmente ridotto della metà.

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