Questa volta al Miur fanno sul serio! Le visite di valutazione alle scuole, tanto attese, temute, rinviate, ostacolate, si terranno fra marzo e maggio. Lo start è arrivato dall'Invalsi che, con la Determinazione 15 del 2 febbraio, ha avviato la costituzione dei Nuclei Esterni di Valutazione (NEV).

Chi saranno i valutatori delle scuole?

Sul sito dell'Invalsi sono disponibili i nomi dei 178 esperti che costituiranno i NEV. Sono divisi in due gruppi, chiamati profilo A e profilo B, ognuno di 89 esperti.

Ogni NEV sarà costituito da un Dirigente Tecnico (cioè gli ex-Ispettori), un valutatore di provenienza professionale scolastica (profilo A) e l'altro di provenienza lavorativa esterna alla Scuola (profilo B).

Il gruppo degli 89 esperti tipo A è costituito da personale in pensione. Sono in maggioranza Dirigenti Scolastici di recente pensionamento, ma troviamo nell'elenco anche qualche Dirigente Tecnico non più in servizio attivo. La lista praticamente coincide con quella dei valutatori selezionati con pubblico concorso nel 2013 per le sperimentazioni VALES e VM, che erano un prototipo delle valutazioni da parte dei NEV.

Come avverrà la valutazione delle scuole

Quest'anno saranno visitate 350-400 scuole scelte con criteri statistici. In ogni regione verranno sorteggiate scuole in numero proporzionale a quelle presenti, curando che le diverse tipologie di istituti vengano rappresentate adeguatamente.

Considerando qualche rinuncia da parte degli esperti è ragionevole pensare che verranno attivati 80-85 NEV, ognuno impegnato nella valutazione di 4-5 scuole.

Le visite nelle scuole dureranno tre giorni, ma l'attività effettiva di ogni NEV richiederà, fra preparazione della visita e report finale, 6-7 giorni per ogni scuola. Questo spiega la scelta dei pensionati: non sarebbe infatti possibile distaccare il personale in servizio per 5-7 settimane.

La scelta del personale in pensione però vale solo per quest'anno: l'Invalsi si è infatti impegnato a indire in tempi brevi un concorso per selezionare i valutatori dei prossimi anni.

Dato che in futuro dovranno essere valutate almeno 800 scuole all'anno e che il personale in servizio non potrà valutare più di 2-3 scuole, probabilmente dall'anno prossimo saranno necessari 250-300 NEV.

Cosa accadrà nelle scuole

Come tutte le novità, anche la valutazione esterna sta creando nelle scuole un clima di attesa e qualche polemica. A parte alcune situazioni particolarmente conflittuali o addirittura caratterizzate da un rifiuto aprioristico di qualsiasi valutazione, nella maggior parte delle scuole questa novità sta incoraggiando il lavoro costruttivo dei Nuclei Interni di Valutazione, che già qualcuno chiama NIV.

Per facilitare il lavoro dei NIV l'Indire rende disponibile sul suo sito una piattaforma web con numerosi strumenti di lavoro. Per esempio i NIV possono trovare strumenti per utilizzare i dati necessari per la progettazione di Istituto, un format per realizzare il Piano di Miglioramento, suggerimenti per il migliore utilizzo degli spazi e dei tempi scolastici, supporti digitali e strumenti utili per la gestione dei rapporti fra scuola e territorio.

È presto per dire se tutto funzionerà bene, ma nonostante qualche errore di partenza e vari limiti nella comunicazione si può dire che alcuni aspetti della Buona Scuola cominciano a essere compresi, criticati e adattati alle diverse realtà delle scuole.

Se son rose...

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