Clamorosa sentenza del TAR di Bologna, il quale ha deciso di annullare la bocciatura di un alunno, reo di essere stato svogliato durante tutto l’intero anno scolastico. Il rendimento e il profitto complessivo del discente non gli avevano permesso – a detta dell’esito negativo venuto fuori dagli scrutini finali - di superare con sufficienza l’anno scolastico precedente. Dopo il ricorso dei genitori, il TAR lo riconosce affetto dal disturbo dell'apprendimento più diffuso in questi anni: la dislessia.

Per questo motivo, quindi, il Tribunale Amministrativo di Bologna conferma la patologia e annulla per questo la bocciatura inflitta precedentemente al piccolo studente.

In forte aumento i casi di dislessia nelle scuole italiane

Gli specialisti oramai affermano con certezza scientifica che questo disturbo psicologico, oramai diffusissimo, interessa tanti giovani studenti e coloro i quali ne sono affetti, denotano un grado di intelligenza superiore alla norma.

I sintomi intaccano, spesso e volentieri, la velocità e la capacità di lettura, compromettendo per questo la comprensione di ciò che gli stessi hanno letto un attimo prima.La dislessia spesso è accompagnata da altri disturbi collaterali, quali la discalculia, la disgrafia e la disortografia; tali disturbi, spesso, sono compresenti e accompagnano il bambino fino alla sua età più adulta. Didatticamente, il riconoscimento della problematica è di difficile risoluzione, in quanto solo gli insegnanti che trascorrono più ore in classe, hanno l'opportunitàdiindividuare e segnalare tempestivamente alle famiglie i soggetti con simili difficoltà.

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Scuola

Dal punto di vista istituzionale e burocratico è assurdo constatare che la Scuola non riconosce a tali soggetti l’opportunità di avere un insegnante di sostegno. L’insegnante specializzato, infatti, instaurerebbe un approccio diretto e costante con l’alunno, consentendogli di supportare lo stesso per tutto il suo percorso didattico e formativo. Altro aspetto abbondantemente disatteso è quello relativo alla scarsa preparazione di tutti gli insegnanti curricolari a queste tematiche, anche perché nel passato i programmi ministeriali e le prove concorsuali non prevedevano lo studio e l’approfondimento di questi aspetti che invece investono in maniera rilevante la vita scolastica odierna, dove le sue dinamiche e i suoi flussi oggi devono tenere conto, volenti o nolenti, di questi aspetti e di queste problematiche abbondantemente presenti.

Il Piano didattico personalizzato non risolve il problema

Secondo il Miur, poi, la predisposizione del Piano Didattico Personalizzato ha finalmente risolto tutti i mali della scuola pubblica e ha permesso a molti alunni, con il consenso obbligatorio delle famiglie (sempre più assenti nella vita dei loro figli), di aggirare l'ostacolo: per gli alunni più 'problematici', uno strumento compensativo, un tablet con il software delle mappe concettuali tentano di sormontare quegli ostacoli che prima o poi diventeranno, più in là, delle vere e proprie montagne che difficilmente si valicheranno.

Allora ci domandiamo: quali sono i rischi per la scuola di domani e per i suoi futuri protagonisti (gli alunni)? Essenzialmente due: 1) in mancanza di un insegnante di sostegno, specializzato e capace di individuare le adeguate azioni da intraprendere, gli insegnanti curricolari, scarsamente preparati per affrontare con concretezza questi aspetti specialistici - comportamentali, saranno indotti a confondere sempre più un disturbo reale con la mancanza di volontà e lo scarso impegno dell’alunno, rischiando di ‘inficiare’ la loro valutazione, ignorando la presenza di un problema troppo specialistico e poco approfondito; 2) l’alunno che realmente non ha questo problema, ma che di fatto è svogliato per natura o per attitudine, invece, tenterà a tutti i costi di simulare questo disturbo, rendendo facile e fluida la propria carriera scolastica con una serie infinite di promozioni alle classi successive, per la gioia delle sua famiglia.

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