Le contraddizioni che attraversano i bandi del concorso Scuola 2016 sono la diretta conseguenza di almeno un decennio di riforme sbagliate nel mondo della scuola: questo il commento dei docenti precari che, fra poco più di un mese, dovranno affrontare le procedure concorsuali che potrebbero segnare una svolta positiva per un terzo di loro e il licenziamento per i restanti due terzi. Sono rimaste praticamente inascoltate le richieste di un personale della scuola che ha mantenuto in piedi l'istituzione per un decennio e che ora rischia di essere 'esodato': partendo da questi presupposti, sono molti gli insegnanti che hanno deciso di non arrendersi alla volontà governativa e di continuare le proprie battaglie.

In questo senso, si segnalano una serie di iniziative di sensibilizzazione della classe politica e del mondo della cultura (come il comunicato di cui si è discusso nella giornata di ieri), ma anche l'idea sempre più decisa di provare a bloccare le stesse procedure concorsuali, affinché quella che è stata definita una 'truffa' dai diretti interessati non si realizzi e si aprano nuove strade alla stabilizzazione dei precari. In questa direzione, arriva la proposta dell'associazione 'Azione Scuola' di impugnare i bandi e bloccare l'intera macchina organizzativa.

Impugnare i bandi del concorso scuola 2016?

Tra i precari della scuola, che si oppongono al concorso scuola 2016, serpeggia sempre di più l'idea di impugnare i bandi con la speranza di bloccare le procedure.

Un'associazione, la cui denominazione è 'Azione scuola', ha deciso di adire le vie legali e ha lanciato un appello agli insegnanti a partecipare al ricorso collettivo. Secondo l'associazione, infatti, ci sarebbero delle precise ed evidenti spinte politiche a fare in modo che venga bandita una procedura concorsuale in tempi così stretti: si tratterebbe, in parole semplici, di favorire soltanto alcuni penalizzando la maggior parte (il sospetto sarebbe che addirittura le cattedre sarebbero già state assegnate).

Un altro punto critico è ritrovato nella questione della lingua straniera (non essendo mai stata richiesta nel percorso formativo, perché richiederla per il concorso?). In questo senso Azione Scuola chiede di partecipare a questo ricorso collettivo per bloccare le procedure, appellandosi all'articolo 97 della Costituzione che permette di derogare, in circostanze straordinarie, dalla norma secondo la quale per entrare nella Pubblica Amministrazione sia necessario un concorso.

La richiesta è esplicita e si tratta di un piano assunzionale per tutti i docenti presenti nella II fascia delle GI. Per aggiornamenti sullo sviluppo delle lotte politiche e giudiziarie, cliccate su 'Segui' in alto sopra l'articolo.