Ancora poco più di una settimana e si chiuderà la procedura di invio delle domande di partecipazione al prossimo concorso a cattedra. Gli ultimi dati, quelli relativi ad oggi, martedì 22 marzo, parlano di clamoroso 'flop', visto che meno della metà degli (attesi) duecento mila candidati ha già provveduto ad inviare la propria domanda. Questi dati sono frutto del boicottaggio promosso dai docenti oppure è riconducibile ad altri fattori?

Ultime news scuola, martedì 22 marzo 2016: flop domande per il concorso

Di certo, le cose non stanno andando come si aspettava il Miur. Uno dei principali problemi è rappresentato dal malfunzionamento della piattaforma Istanze online, come già ampiamente segnalato da Gilda insegnanti nei giorni scorsi: il sindacato ha già fatto più volte presente le difficoltà incontrate dai docenti nel formulare la propria domanda, spesso per colpa dei server che non permettono il completamento della procedura.

Le anomalie sono diverse, a cominciare dall'inserimento del codice Iban, necessario per il pagamento della tassa di iscrizione. Il seguente video, pubblicato da Tecnica della Scuola, ha svelato il 'mistero' dell'impossibilità nel pagare i dieci euro richiesti come tassa. Altre difficoltà vengono segnalate in sede di inserimento dei titoli.

E' lecito, comunque, chiedersi che cosa potrà succedere da qui al prossimo 30 marzo (fino alle ore 14) quando scadrà il termine per la presentazione delle domande, tenendo conto del fatto che il giorno prima (il 29) si darà il via alla procedura riguardante le domande di mobilità.

Scuola, concorso a cattedra: boicottaggio docenti o problemi nell'invio delle domande?

Il basso numero, almeno finora, di partecipanti al concorso è dovuto solamente alle difficoltà 'telematiche', riscontrate dai docenti, nel portare a termine la procedura, oppure la campagna social di boicottaggio sta realmente avendo la meglio su quella promossa dal Ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, in occasione della pubblicazione dei bandi?

La risposta l'avremo solamente a fine mese: anche se è lecito aspettarsi un 'rush' finale significativo, difficilmente si riusciranno a raggiungere i numeri trionfalistici prospettati dal dicastero di Viale Trastevere e dallo stesso Presidente del Consiglio, Matteo Renzi.